mercoledì 17 dicembre 2008

Linka che ti passa

Perdonatemi per una volta il "linka": questi termini non mi piacciono, ma di tanto in tanto non fa poi così male.

Ho notato che da gran maleducato non ho un elenco di collegamenti (blog roll) verso altri blog. Mi piacerebbe raccoglierne qualcuno, per cui chiunque fosse interessato può lasciare un commento a questo articolo (chiamatelo post se preferite).

Per la scelta dei blog in generale sarò di bocca buona, l'importante è che siano scritti bene e che siano a tema, almeno un po'.

Buon collegamento a tutti.

martedì 16 dicembre 2008

Figli di un iPod minore

Come tanti altri fortunati o sfortunati utenti ho un iPod Touch. Comodo per navigare, almeno quando Safari non va in crash, un po' meno per ascoltare la musica. Per fortuna c'è il JailBreak che ci aiuta a far fronte a mancanze e problemi. Defective by design, lo chiamano.

In generale un giocattolo abbastanza interessante che però ha un fratello che si chiama iPhone. Il fratello maggiore è infatti più completo, non solo per la dotazione hardware, ma anche per il trattamento che riceve da Apple. Ricapitoliamo un po'.

Inizialmente l'iPod Touch non aveva nessuna della applicazioni "produttive" di iPhone, una su tutte l'email, che è sicuramente tra le più utili. Hacker a parte, Apple le concesse all'iPod Touch solo più tardi, e a pagamento: €17,99 e passa la paura. Gli iPod Touch nuovi, invece, ce le avevano già dentro. Alla faccia della fidelizzazione.

Poi fu il turno dell'aggiornamento al firmware 2.0. Per l'iPhone il passaggio era gratis. Per l'iPod Touch, ancora una volta, a pagamento: €7,99 e anche questa volta passa la paura. Ovviamente si trova molto facilmente in rete e una volta installato iTunes permette di effettuare tutti gli aggiornamenti successivi, ma Apple imperterrita punisce e tradisce gli utenti iPod Touch. Anche in questo caso, nuovi utenti avvantaggiati (ma questa era più accettabile).

Infine lo Street View di Google. Dopo aver visto che Android ce l'aveva, Apple è corsa ai ripari per portare lo Street View sul suo telefono. E solo su quello. Anche in questo caso l'iPod Touch è stato escluso. Anche in questo caso è stato facile trovare la chiave per aprire lo scrigno, anche perché era nascosta dentro l'iPod stesso, a riprova che il fratello minore nulla ha da invidiare al fratello maggiore. E anche in questo caso c'è da credere che Apple in futuro faccia pagare qualcosina agli utenti iPod Touch. Unica nota di merito: non c'è neanche su quelli nuovi.

Verrebbe da chiedersi: Perché Apple odia così tanto chi ha le versato centinaia di Euro per avere un iPod Touch? Forse è perché gli utenti iPhone continuano a pagare attraverso le bollette del telefono. O forse è proprio per una questione di antipatia, per tutte queste brutte persone che con un Touch e un telefonino qualsiasi da quattro soldi fanno tutte le cose che riesce a fare un iPhone. Bisogna mettere un po' di distanza.

Buona minoranza a tutti.

venerdì 12 dicembre 2008

Display Port e DRM: una patch da presa in giro

Nuntio vobis gaudium magnum: habemus patch!

La patch in questione è l'aggiornamento di Quicktime (70 MB, mica bruscolini) ed è riservato ai soli MacBook e MacBook Pro della serie aluminium. L'aggiornamento permette ai fortunati (o sfortunati) possessori dei nuovi portatili di riuscire a vedere su uno schermo esterno privo della ormai mitica presa mini Display Port i filmati SD, cioè a definizione standard. E solo quelli.

Resta infatti il blocco per quelli ad alta definizione, che pure farebbero la loro porca figura su un qualsiasi 23 pollici con entrata DVI di un paio di anni fa. E resta anche il comportamento indecente di Apple riguardo la presenza di questa ennesima ed inutile protezione, sottaciuta colpevolmente durante il giubilo della keynote. Riporto (in originale e tradotto) quanto dice Ars Technica in proposito:

The greater concern that some buyers had, however, was that Apple had incorporated HDCP into their new machines without telling them about it in advance, which is obviously a problem that is still in place.

La più grande preoccupazione che hanno avuto alcuni acquirenti, è stata che Apple aveva incorporato il protocollo HDCP nelle loro nuove macchine senza comunicarglielo in anticipo, un problema che è ovviamente ancora aperto.
Buona re-visione a tutti.

PS: questo post è un po' vecchio, si era perso tra le bozze, saltatelo pure se volete, anche se ormai siete arrivati fino alla fine.

giovedì 11 dicembre 2008

Conti in tasca alla MacCharity

Magari già ci siamo dimenticati del ragazzo americano che, non avendo abbastanza soldi per comprare contemporaneamente un MacPro e una copia di Final Cut, scrisse un'email a Jobs chiedendo di poter usufruire dello sconto studenti. La Apple gli inviò un pacchetto di Final Cut aggratis. Ora ce lo ricordiamo.

Bontà? Generosità? No. Semplice marketing.
Facciamo due conti. Un MacPro in versione base costa $2700 (evito la traduzione in euro, visto che i prezzi in Italia sono un po' diversi). Final Cut, invece, costa $1299. È abbastanza ragionevole supporre che il rincaro applicato da Apple sia di circa un terzo del prezzo finale e supponiamo che tale rincaro sia applicato anche sul software.

Quindi il fortunato questuante ha pagato $2700, su cui Apple ha avuto un guadagno netto di $900. Il Final Cut il ragazzo non l'ha pagato, ma Apple spedendolo gratuitamente ci ha rimesso, al netto del rincaro, $866.

Quindi, ricapitolando, sull'acquisto del computer ad Apple sono entrati $900, mentre per spedire Final Cut ci ha perso $866. Qual è il risultato?

Il risultato è che Cupertino è riuscita a farsi osannare ancora una volta sulle pagine di migliaia di blog e per farlo non ha pagato, ma si è fatta pagare $34.

Buona mano tesa a tutti.

martedì 9 dicembre 2008

Il mistero delle impari opportunità

Microsoft avrebbe davvero da protestare per l'iniquo trattamento. Mi riferisco alla faccenda del protocollo SMB di cui l'Unione Europea ha decretato l'apertura amche se Microsopft si era opposta a gran voce perché dopotutto era una loro tecnologia, un loro creatura. quasi un figlio. "Ma che figlio e figlio" fece eco la UE che di tutta risposta obbligò Redmond ad aprire il protocollo SMB per dare modo anche ai concorrenti di interfacciarsi con le reti Windows. Dell'apertura ha beneficiato principalmente il progetto Samba che, guarda un po' la coincidenza, è usato anche da MacOSX!

Ecco. Come dicevo, Microsoft avrebbe di che lamentarsi visto che lo stesso trattamento non è toccato ad altre aziende che si sono e si stanno comportando alla stessa maniera, se non peggio. Sto parlando proprio di Apple che impunemente impone l'accoppiata iTunes/iPod e si prodiga affinché iPod e iPhone non possano nemmeno essere toccati da mano che non venga direttamente da Cupertino. E se anche qualcuno ci prova c'è subito pronta una denuncia che suona esattamente come quei bambini che sentendosi impotenti si rivolgono alla mamma "Guarda a quello: non si fa menare".

Buona parità a tutti.

lunedì 8 dicembre 2008

A cosa servono gli occhi quando hai un Mac?

Ho letto un commento che non mi è piaciuto. In questo commento ci si ripropone di non visitare più dei siti antiApple (come questo e quello di MacRaiser, altri non ne conosco se non permeati di fanatismo, che poi è quello che cerchiamo di evitare, da ambo i lati). Il commento dice un po' di cose, portando a casa alcuni esempi di buona assistenza Apple, di cui non posso essere che felici per loro (ad un mio cliente un PowerBook l'hanno tenuto due mesi, e il cliente rompeva le scatole a me, ma io cosa posso farci?).

C'è un link ad un forum, in cui si invitano tutti a non visitare più dei siti anti Apple. Perché sono degli «schifoBlog» e i loro autori niente di più che «cacche umane». A quanti siano utenti digitali in senso lato, e a quanti siano utenti Apple nel caso particolare, porgo il mio invito invece a restare e a civilmente discutere.

Non perché Apple sia meglio o peggio. Non perché Microsoft sia la rovina del mondo, o perché i pinguini debbano stare al polo Sud o al massimo all'acquario di Genova (che tra l'altro vi consiglio di visitare).
Lo consiglio perché se teniamo troppo tempo gli occhi chiusi su di una verità supposta rischiamo di non capire che si sente puzza perché abbiamo una fottuta paura di scoprire che Jobs e la Apple non ci vogliono bene come pensavamo.

Buona giornata a tutti.

PS. Signori, leggete anche qualche libro di tanto in tanto: il vostro stile di scrittura ne ha decisamente bisogno.

giovedì 4 dicembre 2008

Apple e gli antivirus

Si trattava di una nota vecchia e in migliaia avete letto male la data del 2 dicembre 2008. Non dovevate farci caso. Vi siete sbagliati tutti. Siete stati ciechi!

E fu così che finì (per ora) la storia degli antivirus che Apple consigliava, anzi no, ai suoi utenti. Si badi bene: non servivano per proteggersi dai virus, ma per rendere più difficile l'eventuale nascita futura di virus. In pratica Apple voleva solo mantenere il più possibile il MacOSX libero e pulito dalle minacce, e potersene vantare un po', magari con qualche divertente video Mac vs PC.

Un'iniziativa lodevole se non fosse stata a carico com completo degli utenti, visto che i tre antivirus indicati hanno un prezzo e un abbonamento da pagare anno per anno. Una piccola tassa per contribuire al successo di Apple. Steve Jobs ci ringrazierà, magari facendoci mandare un'email dalla segretaria.

Sinceramente parlando: la scusa non sta in piedi. Quello che probabilmente è successo è che Apple ha fatto un po' di combutta con i produttori di antivirus e ha pubblicato quella nota: ci guadagnano i produttori di antivirus, e ci guadagna anche l'Apple Store che due dei tre consigliati li vende anche.

Il terzo antivirus, che sull'Apple Store non c'è, è quello di McAfee. Nell'elenco appariva per ultimo e senza neanche un link al sito o allo store di McAfee. Un antivirus che, guarda un po' la coincidenza!, costa una decina di euro in meno degli altri due.

A quanti affermano perentoriamente e fortissimamente che mai installeranno un antivirus sui loro Mac, voglio ricordare che MacOSX così com'è non è immune dai virus. È solo poco diffuso. Un po' come un lago poco pescoso o una malattia rara. Scegliete voi.

Buona iniezione a tutti.

venerdì 28 novembre 2008

Black Friday: 15%, ma de ché?

Ennesima presa in giro, questa volta non da parte di Apple direttamente, ma da parte di tutti i vari Emilio MacFido in giro per la rete. Si era strombazzato a destra e manca: Sconti fino al 15%! Siamo tutti commossi, bla bla bla.

Poi il Black Friday arriva davvero e gli sconti del 15% non ci sono: lo sconto massimo sui prodotti Apple arriva al 9,6%, nella fattispecie per l'acquisto di un iPod Touch da 8GB, prendendolo più grande lo sconto non aumenta, ma in percentuale diminuisce. Salendo di fascia il ribasso si fa sempre più sottile, arrivando fino allo zero assoluto riservato alla fortunata fascia professionale.

Un consiglio ai vari MacFido. Se volete ulteriormente fare un favore gratuito a Jobs e soci, potreste portare come esempio gli sconti sulle custodie (si risparmiano anche 6 euro e si arriva al 20%) o magari il caricabatterie da auto su cui Apple applica un ribasso a dir poco folle: 29,8%. Roba da saldi di fine stagione. Cosa fate ancora qui? Correte a comprare, comprare, comprare.

Buona spesa a tutti

PS
Giuro che questo non l'avevo ancora visto quando ho scritto questo post.

Utente Linux sentenzia: MacOSX è roba da imbecilli

Simone Brunozzi è un informatico italiano che lavora per Amazon. È un convinto utente di Ubuntu Linux, tanto da farsi chiamare Ubuntista. Ha usato per un po' ad usare il Mac e per una volta abbiamo un punto di vista di uno switcher che non proviene da Windows, ma da Linux. E il risultato è più che godibile.

Simone infatti dice di apprezzare molto l'hardware del Mac (ha un MacBook bianco, di quelli che hanno ancora la Firewire e si collegano ai monitor esterni senza fare i capricci). Il giudizio sul software è invece impietoso. Ecco alcune osservazioni:

  • Mac è fatto per imbecilli, o per chi vuole far finta di essere imbecille quando usa un PC. Io, quando uso il PC, cerco in tutti i modi di sembrare intelligente (se poi ci riesco o no, è un altro discorso).
  • Installare software è un po’ un casino. E’ molto più facile in Ubuntu.
  • Mac OS X ti forza a fare delle cose (appunto, per imbecilli), ma io le voglio fare come dico io, e ci incazziamo.
  • Per installare certi software bisogna incazzarsi (Picasa, o quello per gestire il telecomando, eccetera).

La conclusione? «Spiacente, caro Mac OS X. Ubuntu vince su tutti i fronti».

Per dovere di cronaca ricordo ai miei affezionati lettori che Ubuntu è gratuito. A scaricarlo non si va incontro agli avvocatoni di Apple, né a quelli di qualcun altro. Volendo ve lo spediscono anche a casa. E soprattutto funziona anche sul Mac.

Buon pinguino a tutti.

giovedì 27 novembre 2008

L'Nvidia delle pene

Della serie "Come volevasi dimostrare".

Nelle scorse settimane si è svolta nei commenti di questo blog l'ennesima discussione Mac contro PC l'interessante discussione MacPPC contro MacIntel (precisazione doverosa, grazie a MacRaiser), al solito molto accesa, eppure secondo me costruttiva e illuminante. Uno dei punti toccati è stato quello della qualità Mac in confronto ai PC. Dal lato dei fan(atici) si diceva che il Mac è per grazia ricevuta superiore, dall'altro si faceva notare che invece la qualità è abbastanza livellata, visto che i Mac usano gli identici componenti che si possono trovare su un PC, dal processore all'hard disk, passando anche per il chip grafico.

Proprio quest'ultimo è diventato un grattacapo in quel di Cuperino. Due bachi relativo ai nuovi chip Nvidia (che sui più recenti MacBook e MacBook Pro fanno sia da chipset che da motore grafico) rischiano di mettere Apple nella condizione di dover lanciare un massiccio richiamo. Infatti solo uno dei due bachi è sicuramente risolvibile tramite un aggiornamento del software, dato che si presenta solo su MacOSX e Windows ne è immune.

Il problema più serio che, riporto testualmente dall'articolo, può causare «blocco del sistema, con schermo nero, perdita di controlli e audio che entra in loop a pochi minuti dal lancio di un gioco che faccia intensivamente uso della scheda grafica» è un vero e proprio problema hardware. E sia ben chiaro: molto probabilmente il baco è da imputare a Nvidia e non direttamente ad Apple. È altrettanto chiaro che in tal caso il problema potrebbe fare capolino anche sui portatili di altre marche che usino gli stessi componenti Nvidia. Il che mi riporta a quanto si diceva inizialmente: che a scegliere gli stessi componenti del tanto odiato Piccì, si finiscono per avere gli stessi problemi.

Buona pensata a tutti

mercoledì 19 novembre 2008

Display Port e lucchetti digitali: qualche dettaglio in più

I dettagli aggiuntivi sull'ennesima in..lata made in Cupertino ci arrivano da Appleinsider che racconta tutta la storia. Un insegnante voleva far vedere Hellboy 2 ai suoi alunni sul proiettore della classe. Era un insegnante fiero possessore di un MacBook nuovo, di quelli tutti d'alluminio che sono così belli. Era, perché quando non è riuscito in un'operazione sì banale magari qualche alunno di quelli che "Io sono un Piccì" avrà pensato che con il suo Acer da cinque Franklin non c'erano tutti quei casini. Roba da farti perdere il sorriso di prima mattina.

Devo rettificare quanto detto nel post precedente: avevo letto in un commento (e colpevolmente preso per buono) che il famigerato HDCP è obbligatorio su connessioni HDMI e DisplayPort. Falso: non fa parte di tali standard ed è completamente a parte, tanto da richiedere il pagamento di una licenza annuale. Licenza che Apple paga e che ovviamente viene completamente scaricata sulle spalle dei clienti.

Due sono le possibili soluzioni, non mutuamente esclusive. La prima è non acquistare filmati da iTunes. La seconda è non acquistare un computer che abbia la presunzione di decidere cosa l'utente può o non può fare.

E prima che qualcuno mi venga a dire che non ho mai usato un mac, che sono un servitore di Microsoft o chissà quante altre sciocchezze e piagnucolerie, voglio far notare che a subire il comportamento inaccettabile di Apple non sono gli utenti PC ma quelli Mac.

Buona visione a tutti.

martedì 18 novembre 2008

Svelato il mistero della Display Port

Ci eravamo tanto chiesti: perché proprio la Display Port? Perché abbandonare di punto in bianco l'usatissima DVI?

La risposta è arrivata: per limitare meglio l'utente. E non dal punto di vista del cavo, ma da quello della protezione dei diritti d'autore. Infatti la Display Port porta con sé il sistema di protezione HDCP che monitora e tutela la fruizione dei filmati su monitor esterni.

In pratica l'HDCP permette di bloccare la visione sul monitor esterno di filmati non autorizzati, visione che viene bloccata anche se banalmente dall'altro lato non c'è un dispositivo autorizzato alla riproduzione (posso andare in bagno? disse il televisore) o che supporti questo sciocco sistema di protezione.

Un fattore che limita di fatto non solo quei criminali incalliti che copiano i film rubando anche decine di euro alle poverissime industrie cinematografiche, ma anche tutti quelli che banalmente non hanno un televisore dotato di Display Port e HDCP che, rei di non comprare un televisore nuovo ogni sei mesi, non possono vedersi i filmati regolarmente acquistati da iTunes. Ancora una volta la famosa lettera di Jobs in cui si proponeva di togliere gli odiati lucchetti è stata disattesa dai fatti.

Perché ricordatevi che prima di essere utenti siete tutti dei ladri potenziali. Vergogna!

Buona fruizione a tutti.

martedì 28 ottobre 2008

La cassa piena e la magia dei dividendi

Come giustamente mi viene fatto notare, ho mancato uno dei motivi principali dell'extra cash di Apple: i dividendi che non ci sono.

Quasi tutte le aziende ogni anno dividono i guadagni con gli azionisti, che altro non sono che i padroni dell'azienda stessa, con quote direttamente proporzionali alla quantità di azioni possedute.

Visto che si ciarla tanto della quantità di cash di Microsoft inferiore a quella di Apple, che ha 4,2 miliardi di dollari in più dell'eterno rivale, vediamo cosa fa Microsoft con i dividendi.

Dal 2004 al 2007 Microsoft ha staccato dividendi per circa 3,85 dollari per azione. Considerando che di azioni Microsoft in giro ce ne sono 8,90 miliardi, si tratta di una distribuzione dei guadagni verso gli azionisti pari alla bellezza di 37,9 miliardi di dollari. Per quest'anno (i dati saranno confermati il 18 novembre) si prevede che Microsoft stacchi dividendi per almeno 4,1 miliardi, cifra che guarda caso è molto vicina all'apparente vantaggio di Apple. Il totale negli ultimi quattro anni si attesta quindi a più di 42 miliardi di dollari.

Cosa faceva Apple nello stesso periodo? Non staccava alcun dividendo tenendosi tutti i soldi in pancia. Non tutti, ovviamente. Qualcosina veniva distribuita anche nei famosi premi di produzione, con una parte che si perdeva negli scandali delle stock options (mi faccio retrodatare le opzioni sulle azioni, così posso comprarle ad un prezzo inferiore al loro valore reale).

Fare i gradassi così è veramente troppo facile. Un consiglio: se Apple ha la botte piena evitate di gioirne senza motivo. Finireste per fare la parte della moglie ubriaca.

Buona bevuta a tutti.

lunedì 27 ottobre 2008

Poche vendite, tanti incassi

Come è possibile che un'azienda che non arriva neppure al 5% del mercato abbia una capitalizzazione superiore a tutti gli altri produttori di computer e una liquidità simile a quella di Microsoft?

Le risposte sono due.

La prima è l'indotto. Apple continua ad incassare grazie alle canzoni vendute sul suo store (che non sarebbe assolutamente così famoso se non fosse per l'iPod) e sui contratti telefonici del suo iPhone. Tutti soldi che ovviamente non crescono sugli alberi di mele, ma che vendono comunque e sempre dalle tasche dei clienti.

La seconda risposta è il rincaro. Apple è il produttore che rincara più di tutti i prezzi di vendita dei suoi prodotti rispetto ai costi sostenuti per costruirli. Si era detto che la nuova monoscocca in alluminio avrebbe portato un abbassamento dei prezzi, cosa che non c'è stata. Nonostante questa ammirevole ingegnerizzazione comporti un risparmio nei costi di produzione.

Inoltre non pensiate che i nuovi chipset NVidia siano più costosi di quelli Intel. Il chipset 9400 di Nvidia e l'intel G45 sono proposti pressappoco allo stesso prezzo (Apple tra l'altro è rimasta per un po' indietro non utilizzando il G45, ma solo il vecchio G31). Senza contare della scomparsa della porta FireWire, non una scelta tecnica ma una mera questione di risparmio che non si è tradotta sul prezzo finale.

Ovviamente è pacifico che se un'azienda fa un prodotto valido, e i computer Apple lo sono, debba guadagnarci tanto. È altrettanto pacifico che l'utente non va preso per il culo facendogli credere cose non vere. Basterebbe dirgli: siccome che siamo molto bravi e pensiamo che tutti gli altri fanno schifo allora abbiamo deciso di farvi pagare di più.

Quando vedete Steve Jobs che ipnotizza giornalisti, analisti e fancazzisti con strabilianti risultati fiscali non gioitene troppo. Quei soldi glieli avete dati voi.

Buona spesa a tutti.

PS
Forse non centra niente ma voglio ricordarvi che Piper Jaffray è un venduto che spara cazzate. Non lo state a sentire.

venerdì 17 ottobre 2008

Perché Apple non ha l'HDMI

Durante il question time dell'ultimo keynote, qualcuno ha chiesto a Jobs e soci: «Perché non c'è l'HDMI?»
La risposta: «L'HDMI non ce la fa a pilotare il nostro monitor da 30 pollici, così abbiamo scelto la Display Port».

Traduco la risposta: «Non abbiamo messo l'HDMI perché vogliamo che coi nostri computer si usino solo i nostri monitor. Ci mancherebbe altro che gli utenti Apple acquistassero roba dalla concorrenza!».

Infatti l'HDMI può pilotare senza problemi la mastodontica risoluzione 2560x1600 del monitor da 30 pollici. È il monitor di Apple che manca della connessione HDMI. E la cosa più intrigante è che manca anche della connessione Display Port, cosa che rende la risposta di Jobs e soci ancora più campata in aria.

È tuttavia probabile che Apple introduca presto anche un nuovo monitor da 30 pollici, simile a quello da 24 presentato. Insomma, la scelta della Display Port non è una questione tecnica come vogliono farcela bere, ma solo commerciale. In parole povere: ti taglio le gambe, così non puoi scappare.

E pensare che invece la Apple TV la porta HDMI ce l'ha!

Buona definizione a tutti

giovedì 16 ottobre 2008

Il Kill Switch: differenze tra Android e iPhone

L'Emilio Fede della situazione punta il dito contro Android: anche il sistema di Google ha la possibilità di cancellare le applicazioni da remoto! Bisogna metterlo alla gogna così come si è fatto per l'iPhone. Silvio Steve siamo tutti con te!

Facciamo un po' di chiarezza e vediamo di analizzare la situazione senza essere servi di nessuno, se non di noi stessi. Il Kill Switch in Android c'è e su questo non ci piove. Tuttavia ci sono alcune sostanziali differenze rispetto all'iPhone.

  1. Google ha confermato immediatamente l'esistenza del Kill Switch e non ha aspettato che qualcuno lo scoprisse come invece ha fatto Apple. Il tutto è esposto nei termini di servizio dell'Android Market. Inoltre nulla impedisce all'utente di installare un'applicazione al di fuori dell'App Store. Su Android non esiste il Jailbreak perché non serve.

  2. Apple fa una forte selezione delle applicazioni che vengono immesse nell'App Store, mentre questi controlli sullo store equivalente di Android non ci sono. Non che questa sia una giustificazione, ma Google potrebbe aver maggior bisogno del Kill Switch di quanto ne abbia Apple. Inoltre è noto il comportamento censorio di Cupertino nei confronti di alcune applicazioni.

  3. Android è open source: si sa esattamente come è fatto dentro. L'iPhone invece è blindatissimo e ci può mettere le mani solo Apple. È una questone di fiducia: come posso io fidarmi di te se tu non fai altrettanto?
Un'ultima cosa. Emilio MacFido definisce il Kill Switch «una buona idea come buona era e resta». Stronzate. Il telefono che sia Android, Nokia o Apple è mio. E quello che ci faccio sopra saranno per sempre solo fatti miei.

Buona uccisione a tutti.

Apple mente sul MacBook Air: non è il più sottile

Sulla pagina dedicata al MacBook Air, Apple riporta "Sempre il più sottile al mondo":


È una bugia, che porta a due possibilità: o Apple dall'alto della sua presunzione pensa di essere l'unico produttore di notebook, oppure mente sapendo di mentire.

Infatti per quanto sottilissimo, il MacBook Air non è il notebook più sottile sul mercato. Lo è stato, ma lo scettro è passato di mano già parecchio tempo fa. Il più sottile è l'HP Voodoo Envy che batte il MacBook Air per 1,79cm a 1,94cm. E giacchè avanzava spazio, nel Voodoo Envy ci hanno messo anche una porta USB in più, che funziona anche da E-Sata. Giusto per evitare che attaccando l'unità ottica esterna non resti neanche il posto per infilarci una chiavetta.

E giusto per la cronaca, quando Apple diceva «Il più sottile della storia», mentiva anche lì. C'è un caso antecedente, un portatile sviluppato insieme da Mitsubishi e HP. Roba d'altri tempi.

Buona sottiletta a tutti

martedì 14 ottobre 2008

Il Macbook e la presa in giro del "Nuovo a partire di..."

Che belli i nuovi portatili Apple! Vado subito sullo store a dare un'occhiata ai prezzi. Cosa vedono i miei stanchi occhi? Dalla copertina si direbbe che il nuovo macbook è disponibile a partire da soli 949€! Lo debbo avere! E subito.

Clicco sulla figurina (la riporto qui a fianco a memoria futura) e subito ecco la delusione. Il vero nuovo MacBook costa 1.199€. Quello più economico è il vecchio portatile plasticoso. Ed ha anche una dotazione decisamente inferiore alla media di tutti i portatili che si vedono in giro per negozi.

Si pensava che Apple avrebbe abbassato i prezzi per raggiungere più utenti. E invece quella che doveva essere l'arma finale di Apple è solo una rimanenza di magazzino.

Buone compere a tutti!

lunedì 13 ottobre 2008

Il primo Android non vende niente male

Se l'iPhone vende milioni di esemplari (11 milioni in una decina di mesi sono una cifra eccellente), anche il G1, anche lo smartphone metà androide metà pinguino voluto da Google (e da quanti si siano attaccati al carrettino) sembra avere delle ottime carte da giocare.

Infatti se inizialmente erano previsti 700'000 terminali venduti entro la fine dell'anno, tale cifra è stata rivista al rialzo. E di parecchio.

Si parla infatti di un milione e mezzo di G1 già venduti (in preordine), più un altro milione prenotato dai negozi per popolare scaffali e vetrine. In totale due milioni e mezzo (2'500'000) di pezzi. Un numero che assume ancora maggiore significato se si considera che il G1 deve ancora essere messo in vendita.

Buon robottino a tutti.

Il primo Android non sembra affatto male

Ora che il G1 di T-Mobile ha portato in vita il robottino di Google, non voglio stare ad elencare tutti i pregi di Android (open source, applicazioni senza limiti, costa parecchio meno, lettore schede, Java, gadgets e software in abbondanza), né per elencare i pregi dell'iPhone (mi viene in mente solo il multitouch... aiutatemi!).

Una serie di immagini che si susseguono in rapidissima successione (sì, un filmato che ho visto su mobileblog) valgono più di altrettante parole (quanto odio le frasi fatte). Come primo tentativo direi che ci siamo.

Se vi interessa, arriverà anche in Europa.



Buona apertura a tutti.

giovedì 9 ottobre 2008

Educarne cento per colpirne cento

Fa veramente pensare la nuova iniziativa di Apple, fortunatamente riservata al nord America, per portare le scolaresche in gita negli Apple Store.

Facciamo un contro esempio. In Italia la Ferrero organizza le visite guidate per bambini e scuole, ma nei suoi stabilimenti. Immaginatevi se invece portasse file di grembiulini tra le corsie dei supermercati. Farebbe ridere.

Apple invece, con un'enorme faccia da bronzo (forse l'hanno forgiata con il nuovo metodo brick) propone proprio questo: facciamo visitare i nostri negozi ai bambini, così li educhiamo a spendere danaro con noi. Per ora quello dei genitori, poi da adulti il proprio.

Un trucco che, ritornando al paragone di prima, non è molto dissimile dalle caramelle e i cioccolatini (anche Ferrero) che si trovano giusto di fianco alle casse dei nostri supermercati. Piangi bambino, piangi. Nessun iPod per te. Solo una maglietta, così per fare un po' di pubblicità in giro.

Buon consumismo a tutti.

mercoledì 8 ottobre 2008

Copio anch'io, no tu no

Apple ha inviato ad una scuola canadese una lettera minacciosa (così l'ha definita il preside) perché come logo quella scuola ha una mela. Intera, non morsicata, ma con la fogliolina colpevolmente inclinata dal lato sbagliato.

Dies Irae! Ma come? Questi farlocconi canadesi non sanno che Apple ha il dominio assoluto su tutte le forme dell'universo? Non si sono mai accorti che quando si morde una mela dentro c'è sempre un piccolo iPod? (Se vi interessano altri esempi veri, i miei sono delle iperboli, potete dare un'occhiata qui).

La storia potrebbe continuare a lungo. Solo un esempio e vado via. L'iPhone.

Nokia ha presentato il suo modello a tutto-tatto e i soliti noti e ignoti hanno sentenziati unanimi: è uguale all'iPhone. Il che corrisponde a realtà in quanto sia l'iPhone che il Nokia 5800 sono rettangolari. Eppoi chissà perché tutti si dimenticano che l'LG Prada è stato presentato una settimana prima dell'iPhone e combinazione, anch'esso ricorda quella forma geometrica chiamata Rettangolo.

In attesa che Apple millanti diritti sulle opere di Giotto e sui suoi cerchi perfetti auguro una buona quadratura a tutti.

lunedì 6 ottobre 2008

Senza clausola ma non troppo

Rispondo con colpevole ritardo ad Angel.

Like a fish out of water, by colodioApple ha cassato la clausola di segretezza sulla pubblicazione delle applicazioni per iPhone/iPod Touch nell'App Store. Ciò è un bene, ma come al solito bisogna fare alcune considerazioni.

Innanzitutto Apple non si è mossa di sua spontanea volontà: le critiche alla NDA sono arrivate unanimi da tutti i versanti. Se non fosse stato per il danno di immagine autoinflittosi, Cuperino non avrebbe mai fatto il doveroso passo indietro. Comunque l'ha fatto e siamo contenti. Almeno un po'.

Perché infatti la clausola non è stata completamente cancellata ed è ancora in vigore per le applicazioni in fase di sviluppo o comunque che non sono state ancora rilasciate. Una mossa di marketing piuttosto che un vero e proprio mea culpa. Apple ha fatto la parte del regnante illuminato elargendo ai suoi sudditi questo magnanimo gesto di benevolenza. Uno specchietto per le allodole per nascondere che nei fatti poco è cambiato.

Buona sudditanza a tutti.

sabato 27 settembre 2008

And I am a Mac

Non saprei descrivere la mia sensazione, più che di indignazione di tristezza. Perché ho letto nel giro di poche ore alcuni articoli di cui ci si dovrebbe veramente vergognare.

Prima su melablog riprendono un'immagine molto triste che dice (traduco dall'inglese):

Ogni volta che scarichi l'SDK per l'iPhone, Dio uccide uno sviluppatore Microsoft.
Poi più o meno in giro si parla di un sito che prende per il culo la nuova campagna pubblicitaria Microsoft con frasi del tipo (ne cito una particolarmente triste):
I hate my life, and I'm a PC
[Odio la mia vita, e sono un PC]
E ancora leggo che queste frasi "spiegano chi siano veramente i PC Users e quale sia il loro comportamento e modo di pensare" (in pratica se usi un PC non puoi che odiare la tua vita te lo dico io che sono più intelligente di te) e che quegli utenti che, per un motivo o per un altro, sono contenti dei loro "lenti e stupidi computer" sono dei "poveri pazzi" perché impiegano lo stesso entusiasmo che ci mettono i fanboy Apple, ma lo fanno dalla parte sbagliata. Al rogo! A morte!

Dalla cosa dovrei dedurre che siccome uso Windows sono depresso, ho paura delle novità e ho buone probabilità di diventare pazzo. Poi accendo il Mac (aspetto i due minuti che ci mette a caricare, ma non erano i PC ad essere lenti?) e improvvisamente rinsavisco. Una specie di disturbo della personalità...

A quegli utenti Mac che sono caduti così in basso alla ricerca di nuovi traguardi di fanatismo dico una cosa:
siete patetici

Agli altri utenti Mac, quelli un po' più sani e spero più numerosi, posso solo augurare di coltivare la propria passione con una manciata di buon senso e consapevolezza.


Buona commiserazione a tutti.

giovedì 25 settembre 2008

Devi stare muto

In casa Apple comanda Apple. Fa niente se i soldi erano buoni quando hai comprato l'iPhone, l'iPod o l'iFac (fate finta sia italiano maccheronico dall'inglese). Fa niente se hai pagato i 99 dollari per diventare sviluppatore e sperare che un giorno la mela ti dica di sì.

Perché se per un qualche motivo la tua applicazione viene rifiutata non puoi dirlo. Devi stare muto perché non sono cazzi tuoi. Non lo deve sapere nessuno. Zitto e paga. Altrimenti ci vanno di mezzo anche le altre app. È davvero questo che vuoi?

Una situazione che ha dell'inaccettabile soprattutto quando le polemiche sugli esclusi (in questo negozio non possono entrare i cani e gli ebrei) non riguardano applicazioni che creano problemi di privacy o sicurezza per l'utente. Gli esclusi sono quelli che cercano di fare meglio di Apple là dove Apple non vuole fare di meglio. Perciò le email si possono leggere solo in un modo, e il vostro giocattolo non può funzionare se non attraverso iTunes.

E questo ci riporta al principio: in casa Apple comanda Apple. Peccato che il telefono sia mio.

Buona spifferata a tutti.

mercoledì 24 settembre 2008

Andrea non s'è perso

C'è veramente da ridere se a meno di nove ore dal lancio del primo telefono con Android (che è veramente brutto, il telefono, non Android) c'è chi scrive «Il telefono di Cupertino, per ora, immune all'effetto Android».

Riguardo invece le stime di vendita, che sono poi il succo dell'articolo: smettiamola di stare a sentire 'sto Gene Munster. Finora non c'ha fatto una bella figura. Aveva previsto un'intera famiglia di iPhone e infatti abbiamo una scelta sterminata che zio Steve ha ridotta al modello bianco e al modello nero solo per non fare un torto ai daltonici. Aveva stimato anche 49 milioni di esemplari venduti entro il 2009, e invece le stime attuali parlano di 11 milioni, che sono comunque una cifra di cui andare fieri (non io ma Apple).

Ma questo G1 (non doveva chiamarsi Dream?) rappresenta una minaccia per l'iPhone? La risposta è semplice e banale come un gelato al cioccolato ed è No. E si badi che non dipende dal fatto che il telefono in questione sia oggettivamente brutto o manchi del multi-touch. È che non mira a fregar clienti all'iPhone, ma al BlackBerry che, piaccia o non piaccia, vende molto più dell'iPhone.

Buon bicentenario a tutti!

lunedì 22 settembre 2008

Annunci a raffica

Ora che Google e Mozilla hanno tirato fuori degli interpreti javascript degni di questo nome, Apple non è certo rimasta nella terra beata in cui Safari era più veloce di Firefox 2 (due, non tre, la pagina sul sito è ferma al due, ma qualcuno glielo dica, diamine!). E infatti gli sviluppatori di Webkit, che giusto per intenderci non sono tutti stipendiati da Apple, hanno tirato fuori gli artigli e presentato SquirrelFish, un interprete che il codice Javascript manco lo vedi tanto se lo magna in fretta.

Anzi, no... Ecco a voi SquirrelFish Extreme, ancora più veloce e ancora più potente. Ma cosa vedo all'orizzonte? È SquirrelFish Ultimate, seguito a ruota da SquirrelFish SuperMan Edition e SquirrelFish UltraMaxiPlus. Accidenti, questa è vera e propria invidia del pene!

Buona estradizione a tutti.

sabato 20 settembre 2008

Imbarazzo a doppia via

È decisamente imbarazzante, bisogna ammetterlo. Insomma: Microsoft fa fare una campagna promozionale per combattere la sopravanzata di Apple e i pubblicitari incaricati usano dei Mac?
Sarebbe come dire che gli edifici di Steve Jobs sono stati progettati con AutoCAD su Windows, oppure dire che FoxConn che assembla MacBook e iPhone usi dei PC all'interno delle sue fabbriche. Sarebbe veramente ridicolo.
Buon imbarazzo a tutti.

venerdì 19 settembre 2008

Safari immune all'effetto Chrome: Grazia Alcà!

Darwin Bell: Thank youSafari immune all'effetto Chrome. Grazia Alcà!
Banalmente perché Safari è usato solo su Mac: la versione per Windows è un obbrobbrio di cui sarebbe giusto vergognarsi... oppure no?
Insomma se uno ci pensa bene ecco quello che succede. Magari io ho un'iPod e Apple mi dice che tra gli aggiornamenti c'è anche Safari... Lo provo e subito me ne pento: lento e in crash ogni tre-per-due. Eppure sul Mac del mio amico, quello fanatico che le mele le morde solo una volta e poi le mette via, su quel computer là Safari va benissimo. Vuoi vedere che è colpa di Windows? Eppure Firefox su Windows fuziona anche meglio che sul Mac. No, non può essere un problema di sistema operativo
Ne pensano una più del diavolo.
Buon ringraziamento a tutti.

giovedì 11 settembre 2008

Ricomincia la rincorsa

Era prevedibile: il nuovo iTunes blocca iPhone e iPod Touch sbloccati. Niente paura, la soluzione è prossima e sarà efficacie come al solito.

Nel frattempo ecco come deve essere andata l'ultima riunione in casa Apple a proposito dei terminali sbloccati.

- Steve... Sì, ecco... è che...
- Cosa?, diavolo di un mac!
- È che l'hanno sbloccato di nuovo.
- L'iPhone dici?
- Sì, Steve, l'iPhone. E anche il Touch.
- Cacchio, ma non possiamo portarli in tribunale?
- Non saprei, dovremmo chiedere all'ufficio legale e...
- Magari denunciamo tutti quelli che lo sbloccano, no?
- Ehm... beh, non saprei... insomma in fin dei conti ce li hanno pagati...
- Sempre con questa storia della proprietà privata, ma non l'avevano abolita?
- No, Steve. Solo in Cina.
- Quelli sì che sono bei posti!

giovedì 28 agosto 2008

Statistiche Web per cellulari: i conti non tornano

Da sempre NetApplications fornisce dati sempre più incoraggianti per Mac e iPhone. Le statistiche di Giugno mostrano l'iPhone arrivato allo 0,16% della presenza web. Comunque sappiamo tutti che NetApplications non è la sola campana da ascoltare.

ADMob è una società specializzata in marketing ed orientata al mercato mobile (cellulari e palmari). Anche loro hanno fatto una ricerca relativa, però, al solo mercato mobile. Nei dati rilevati da ADMob relativi a Giugno l'iPhone è al 5% di presenza come navigazione web, superato da Palm all'8%, Windows Mobile e RIM entrambi al 13% e, re di tutti i telefonini, Symbian che se li mangia tutti con un grasso 57%.

Quindi, considerando lo 0,16% di iPhone secondo NetApplications, e considerando che secondo ADMob Symbian è circa undici volte e mezzo più utilizzato di iPhone per navigare, nei report di NetApplications dovrebbe comparire anche una voce relativa a Symbian con a fianco un piccolo ma luccicante 1,82% che invece non c'è.

Delle due l'una: o NetApplications dice stronzate, oppure a farlo è ADMob. Oppure banalmente le statistiche non servono a un cazzo.

Buona percezione a tutti.

martedì 26 agosto 2008

Perché gli iPhone venduti in Italia sono sbloccati


Tattica commerciale? Forse che gli italiani sono più fortunati di altri? No. Una semplice conseguenza di un obbligo di legge.

In Italia infatti la legge parla chiaro: qualunque telefonino venga venduto bloccato (con una specifica scheda o semplicemente ad un operatore) deve essere sbloccabile dall'utente già dopo nove mesi dall'acquisto, pagando il 50% della differenza tra telefono bloccato e sbloccato. Il costo si riduce ad un tondo e cicciottello zero quando di mesi ne siano passati 18.

La conseguenza è chiara: se vendesse telefoni sbloccati Apple dovrebbe fornire ai rivenditori uno strumento che permetta loro di sbloccare i terminali di quanti ne facessero richiesta. Un tale strumento sarebbe con molta probabilità un software che potrebbe facilmente essere copiato e ridistribuito: basterebbe un solo rivenditore abbastanza audace e il peer-to-peer farebbe il resto permettendo la liberazione di massa ti tutti gli iPhone mondiali.

Quindi in fin dei conti noi italiani siamo più fortunelli (se escludiamo le assurde tariffe e i piani finto-illimitati). Ma la nostra fortuna non si deve ad Apple. Dobbiamo piuttosto ringraziare l'AGCom e le associazioni dei consumatori che si sono battute per allentarci un po' le catene ai polsi.

Buona congestione a tutti.

lunedì 25 agosto 2008

Quando l'iPhone scoraggia lo switch


È inquietante vedere come le cattive esperienze con Apple vengano quasi giustificate da molti dei blog dedicati all'argomento, che piuttosto che dare voce a chi giustamente si lamenta delle proprie frustrazioni alle prese con melafonini e melapiccini (oggi mi sono guardato il fantabosco, e quindi?) preferiscono dare risalto all'apertura di un nuovo Apple Store in Australia. A saperlo prima delle vacenze!

Come sta il fatto che su Gizmodo è arrivato un dettagliato resoconto del perché un utente Windows ha deciso di non passare al Mac. E la colpa non è della mancanza di applicazioni (non è colpa di Apple! direte voi), e non è neanche dell'incompatibilità dei file (non è colpa di Apple! direte voi), ma dei mille problemi che affliggono iPhone (è colpa di Apple! dico io).

Leggendo l'articolo di Adam Frucci si legge dei numerosi problemi incontrati con l'utilizzo dell'iPhone, come ad esempio quelli relativi alla connessione: il terminale non riusciva a riconnettersi alla rete (si badi: a quella per telefonare, per non parlare di Edge o UMTS) dopo un periodo in metropolitana. Quanti si trovassero nella stessa situazione possono usare un piccolo trucco, suggerito anche dalla stessa Apple: riavviare il telefono. Sembra quasi Windows, no?

Pur accerchiato dai molti problemi di connessione lenta o salterellante, la musica che si interrompe e i programmi che cadono in un silenzioso crash, il nostro buon Adam non si è perso d'animo e telefono alla mano ha contattato il centro assistenza di Apple. Cordialissimi come sempre gli hanno detto che "Presto o tardi funzionerà al pieno delle sue potenzialità". In pratica l'iPhone è un investimento, un future: lo compri oggi per quello che potrà valere domani. Steve Jobs ha promesso la correzione dei bachi entro settembre. Lo ha scritto di persona ad uno dei tanti utenti adirati che persa la fede nella santa mela aveva avuto l'ardire di riconoscere che sì l'iPhone è "Furiosamente bacato". Lo ha detto non in un comunicato ufficiale, ma al primo Giacomo Pirletti che si è trovato per strada. Il che sa tanto di presa per il culo.

Le conclusioni di Frucci?

«Quando, poi, arriverà il tempo di comprare un nuvo computer, probabilmente non passerò a Vista, dopotutto. Perché non provare un Mac? Per ora, dopo questa esperienza, non c'è possibilità alcuna che mi decida a farlo»


Buon autostop a tutti.

giovedì 21 agosto 2008

Mi Emilio Fido di te

Per le vacanze mi sono spostato: da casa mia senza tivù e con internet a casa dei miei senza internet ma con la tivù. E mi sono accorto come la tivù sia praticamente controllata dall'alto. Leggendo solo quello che veniva riportato dai vari siti più o meno grillisti non ne avevo la percezione. Ora ce l'ho e ne sono spaventato. Questo blog però non parla di politica. Almeno non per ora.

Mi ricollego dopo parecchi giorni di mare spensierato e trovo tra gli arretrati un articolo di Emilio Macity Fido che parla di un nuovo portatile Asus della serie EEE. Ed ecco che partono le prime castronerie tutte incentrate sul confronto con il MacBook Air e su una fondamentale ignoranza di cosa sia il prodotto e il fenomeno EeePC.

Mauro Notarianni comincia con lo spessore: a suo dire il nuovo S101 di Asus ha «la parte più stretta più sottile di 4mm» rispetto all'Air di Apple, una caratteristicha che lo fa quasi infuriare. Caro Mauro, ti incazzi per niente. L'S101 è 4 millimetri più spesso nella parte meno stretta rispetto al MacBook Air. Notarianni, ormai al colmo della collera prosegue e dice che «le teste d'uovo taiwanesi» si sono dimenticate che il peso del MacBook Air è di soli 1,3 Kg. Non se lo sono dimenticato, e infatti il loro portatile pesa 300 grammi in meno dell'Air, ovvero è più leggero del 26%. Nota: se non sapete cos'è una testa d'uovo leggetevi "Alice nel paese delle meraviglie".

Insomma, come si fa a non adirarsi di fronte ad un siffatto confronto e affronto? Vediamo quali sono gli altri vantaggi dell'Air secondo Macity:

  • lo schermo dell'Air è decisamente più grande (13,3") - È vero, ma ci torniamo dopo
  • ha una tastiera retroilluminata di dimensioni regolari - È vero, ma ci torniamo dopo
  • il trackpad multi-touch - Sbagliato: questo ce l'ha anche l'Asus
  • uscite DVI/VGA - Sbagliato di nuovo: questo ce l'ha anche l'Asus
  • Bluetooth - Ancora in errore: l'S101 avrà il modulo Bluetooth
  • la possibilità di montare sia dischi PATA, sia SSD - È vero ma abbastanza curioso. Sullo store americano di Apple, il disco PATA costa 599$ in meno della soluzione a stato solido, mentre l'Asus S101 con SSD da 64GB (la stessa dell'Air) di dollari ne costerà 899. Se Asus applicasse gli stessi assurdi prezzi di Apple, l'S101 con lo stesso disco PATA (che ricordiamocelo: è una tecnologia obsoleta) verrebbe venduto a 300$. Senza considerare che l'S101 è la considerato una versione lusso.
Ci sono altre considerazioni che vanno fatte: il portatilino dell'Asus monterà un processore Atom che è inesorabilmente lento. Avrà anche meno memoria Ram. E non perché le teste d'uovo non abbiano alternative, ma perché il NetBook (ovvero EeePC e compari) è fatto così: minimale, economico ed estremamente trasportabile. E sono questi i fattori che hanno fatto in modo che la famiglia EeePC abbia venduto molto più del MacBook Air. Entrambi non arrivano a sostituire un computer vero, ma l'EeePC si infila meglio nella tasca della valigia o nella borsetta di una signora e non sacrifica le porte USB o quella ethernet che andrà sempre meglio di qualsiasi fottutissima wireless.

Caro Mauro non te la prendere, ma la testa d'uovo della situazione sei tu.

Buona frittata a tutti.

mercoledì 6 agosto 2008

La differenza tra divergenza di vedute e strabismo

Senza offesa agli strabici, tra cui annovero uno dei miei più simpatici amici (ciao M.!), ma questa differenza la devo spiegare. Ero considerato uno dei tanti ad andare contro Apple, piccolo granello di un esercito da cui gli utenti Mac non sanno più come difendersi. E invece di blog come questo non ce ne sono poi tanti.

Finalmente, però, è arrivata la conferma che qualcun altro si diverte a stuzzicare oltremodo gli utenti Mac. La segnalazione è arrivata da iMaccanici, che invece di mettere il blog del tizio in questione (un certo Dovella, Dovellas o Dovella01 a seconda dei casi) ha messo il link al proprio sito, dove viene offerta anche assistenza Mac (volevi la marchetta, e ora ce l'hai).

Nel sito c'è addiriturra una pagina dedicata a questo Dovella: ci sono sue citazioni e anche una petizione per escluderlo da tutti i forum dedicati al Mac. La cosa mi sembrava uno scherzo, non troppo divertente ma pur sempre uno scherzo. Girovagando qua e là (nulla di interessante, mi duole ammetterlo) ho trovato un articoletto sull'ennesimo sito che offre la localizzazione dell'indirizzo IP. Poi ho notato che nel forum annesso viene riportato l'indirizzo, o quanto meno una regione di poche decine di metri, relativo all'abitazione di Dovella (il post è antecendente all'articoletto). Dovella è stato escluso dal forum (quelli che non sanno parlare italiano dicono "bannato") e si è poi iscritto nuovamente con una esse in più e poi di nuovo con uno 01 tipo Generale Lee.

Personalmente non mi trovo d'accordo con quello che dice Dovella, così come non mi trovo d'accordo con la maggior parte dei commentatori del mio blog. Comunque mai mi sarebbe venuto in mente di escludere qualcuno dalla conversazione: ognuno è libero di dire quello che vuole, e in vita mia ho cancellato solo un paio di commenti contenenti parole estremamente volgari. Da quello che ho letto Dovella non è solito usare parolacce o offese a consanguinei di sesso femminile. Eppure viene escluso, è fatto oggetto di una petizione e l'amministratore del forum ne ha addirittura mostrato l'abitazione (spero con il consenso dell'interessato).

Come ho detto: non mi trovo d'accordo con Dovella. Anche se in un punto ha ragione da vendere: siete «troppo permalosi e poco flessibili». Proprio come i giocattoli che vi piacciono tanto. Il vostro posto sullo scaffale ve lo siete proprio guadagnato.

A questo punto la differenza tra divergenza di vedute e strabismo dovrebbe essere abbastanza chiara. Se non lo fosse ricordate che intelligenti pauca.

Buona visione a tutti!


PS. Visto che iMaccanici ha raccolto delle citazioni di Dovella, mi sono preso la briga di raccogliere qualche citazione nell'altro verso, contro Dovella da parte dell'amministratore del forum, giusto per farmi odiare un pochino. Ecco a voi.

»» [...] e la tua finirà presto [riferito alla vita]
»» Dovella, sei tu a farci pene!
»» Il suo interculatore non ne ha mai abbastanza.
»» Qui finalmente giace Dovella [riportato su una bara]
»» Buona morte.
»» Ci hai rotto Er CaXxo!

lunedì 4 agosto 2008

Apple perde quota sul web

NetApplications ha pubblicato le nuove statistiche e contrariamente a quanto era previsto Apple ha perso qualcosina. Mettendo insieme iPhone e Mac, Cupertino in un mese ha perso lo 0,15% di presenza sul web (si parla di browser, non di server). E non venitemi a dire che è perché stiamo tutti aspettando che arrivino i nuovi computer. Significherebbe che quello 0,15% frustrato dall'attesa ha fracassato il suo Mac. «Non ne posso più! Quando escono, quando escono?» pare abbia gridato prima di scaraventarlo contro il muro. Significa semplicemente che Apple ha venduto meno che in precedenza. È uno scarto trascurabile, quindi non disperate e soprattutto non mettetevi a piangere di fronte agli altri.

Nello stesso periodo, oltre ogni aspettativa, Microsoft ha riguadagnato qualcosa rispetto al trend negativo dei mesi scorsi. Un +0,13% che la riporta sopra quota 91% del mercato totale. (Andando a fare i conti su base relativa, Apple ha perso il 2%, mentre Microsoft ha recuperato lo 0,14%).

Ma se la matematica non è un'opinione (adoro le frasi fatte) 0,15 - 0,13 = 0,2 . Dove diavolo è finito questo 0,2% ? Se lo sono preso quei dannati pinguini di Linux, così arrivano a toccare quota 0,82% . Non so voi, ma io ci trovo un non so ché di eroico.

Buona surfata a tutti.



PS. Macity ha fatto un articolo su queste statistiche, ma non ne ha colto il senso. La diminuzione di Safari non è dovuta al nuovo Firefox, ma alla perdita di quota di MacOSX. Perché Safari per Windows non lo usa nessuno.

domenica 3 agosto 2008

iPhone 3G Magazine

A parte che ormai trovo che le riviste in generale siano un mezzo più che sorpassato, ecco qui la prova che c'è ancora qualcuno che ci crede (e che probabilmente crede pure che la verginità sia un valore). Sfigati di tutto il mondo, unitevi!

iPhone 3G Magazine??!
iPhone 3G Magazine??! by kristopher on Zooomr

Buona sfogliata a tutti.

giovedì 31 luglio 2008

Deretani Retti e Mollicci

Ennesimo caso clamoroso di chiusura di uno store di musica online. Dopo Microsoft a capitolare questa volta è Yahoo. Apple e i suoi fan staranno sicuramente festeggiando, eppure io consiglierei di buttar via i cappellini di carta. Perché il problema non è la chiusura di un negozio, ma nel fallimento totale del sistema DRM. Quando Yahoo chiuderà definitivamente i battenti del suo negozio i brani acquistati non potranno essere più autorizzati. In pratica se uno cambia computer il file regolarmente pagato non funziona più.

Fortunatamente Yahoo risarcirà gli acquirenti, in parte con denaro, in parte fornendo loro gli stessi brani privi di protezione. "Meno male che ad Apple non succederà mai una cosa del genere!" direte voi. Voglio solo ricordare a tutti che ogni qual volta accettate di stare al gioco del DRM, sulla musica, sui film, sulle applicazioni, c'è dietro di voi qualcuno che vi tiene per le palle.

Buona strizzata a tutti!

martedì 29 luglio 2008

Casco e ricasco

Apple perde il pelo ma non il vizio. Non è bastato farsi belli grazie alla versione di Microsoft Office per Mac, perché grazie all'utilizzo dei processori Intel Apple si fa pubblicità mostrando i suoi computer funzionare con Windows. La pubblicità è ben presente nelle pagine del sito Apple, dove fa bella mostra di sé un MacBook con Windows XP.

Che sia un messaggio della società? Tipo "usate Windows sul Mac che MacOSX non è un granchè", oppure "comprate un Mac poiché è del tutto identico ai PC anche se continuiamo a chiamarli diversamente"? Può anche darsi, ma va un applauso alla società che ha capito qual è il sistema operativo migliore.

Questo post è una parodia di un articolo letto su melamorsicata.

E ora odiatemi. Buona parodia a tutti.

venerdì 25 luglio 2008

S'i fosse casa

Simpatico paragone tra sistemi e case.

Se Windows fosse una casa? Sarebbe un palazzo governativo costruito in economia e velocemente, e proprio per questo costerebbe di manutenzione molto più del costo iniziale.

Se Linux fosse una casa? Sarebbe la casa da sogno per designer e carpentieri, dove tutto può essere spostato con facilità per incontrare il gusto e le esigenze di chi ci vive dentro. Senza contare i minuziosi controlli effettuati da migliaia di carpentieri, tra i migliori al mondo. Roba da rendere i vicini invidiosi: «Ma dove lo hai comprato?». Solo che quando gli dici che l'hai fatto tu, ti lanciano occhiate di sdegno perché «sei uno di quelli».

Se Mac fosse una casa? Avrebbe un pavimento lustro abbastanza da riflettere tutti gli oggetti della casa. Tutte le luci sono al posto giusto, esattamente come vuole il padrone di casa, per cui non toccate nulla.

Geniale.

Buona casa a tutti.

giovedì 24 luglio 2008

mercoledì 23 luglio 2008

Margini di guadagno: non meno di 300$

Secondo quanto riportato da AppleInsider, il costo effettivo dell'iPhone per Apple sarebbe di 174,33 dollari americani (al cambio circa 110€). Il prezzo finale (si considera la versione da 8GB) è di 499 dollari. La differenza, approssimando per difetto, è di circa 300 dollari. Certo, non se li prende tutti Apple.

Anche il rivenditore, in quanto tale, applica un rincaro: solitamente un numero considerato adeguato è il 30% (anche se si tratta di una percentuale molto malleabile). Mettiamo che anche Cupertino voglia guadagnarci una cifra simile. Facendo due conti veloci e arrotondando per eccesso, il costo finale dell'iPhone da 8GB dovrebbe essere circa 299 dollari.

All'appello mancano ancora 200 dollari. Parte di questi soldi servono ad Apple per recuperare i costi di ricerca e sviluppo, ma una grossa fetta (di solito maggiore di tutte le altre) se la prende il marketing per la pubblicità e la promozione del prodotto.

E si sa che la pubblicità non è un valore aggiunto.

Buona moltiplicazione a tutti.

martedì 22 luglio 2008

Un altro blog contro Apple

Succede abbastanza spesso che chi capita su questo blog commenti dicendo «Oddio, l'ennesimo blog che si scaglia contro la povera e piccola Apple! Debbo fare qualcosa per aiutare Steve Jobs ad arrivare alla fine del mese: mi compro subito un altro iPod e dieci canzoni a caso dall'iTunes Store (speriamo che mi capiti Gigi D'Alessio!)».

Ironia a parte, è una cosa che effettivamente capita, e va bene così: libero di parlare io, liberi di parlare tutti. Mi è venuta, però, la curiosità di cercare questi altri blog contro Apple. E queste sono state le parole parole che ho dato in pasto a Google: blog contro apple. Solo che probabilmente Google non funziona molto bene e non sono riuscito a trovare un granché. In mezzo al mucchio di notizie e articoli (Mtv contro Apple, LG contro Apple e perfino Apple contro Apple), l'unico blog che ho trovato tra i risultati è stato proprio no-apple.blogspot.com. Per la cronaca, all'ottavo posto in prima pagina.

Ora, visto che io non sono capace a cercare e sono anche piuttosto pigro, mi aiutereste a trovare altri blog che scrivano contro Apple?

Buona ricerca a tutti.

lunedì 21 luglio 2008

Un milione di iPhone venduti! Anzi, no.

Gli iPhone venduti sarebbero in verità meno della metà (comunque una bella cifra, c'è da ammetterlo). A rivelarlo è Gene Munster, un analista di mercato della società Piper Jaffray, che spiega come il termine venduto utilizzato da Apple indichi il passaggio dalla fabbrica al rivenditore (che è quando incassa i soldi), e non l'effettivo atterraggio nella tasca del cliente finale. Il milione comunque non tarderà ad arrivare: ci vorranno diciassette giorni in più.
Ma dopo tutto sono solo numeri.

Buona addizione a tutti.

venerdì 18 luglio 2008

Signor Crusher, curvatura sei. Attivare

Mettendo da parte Klingon, Romulani, Ferenghi e Vulcaniani, l'attivazione è un procedimento che non ha portato beneficio alcuno per gli utenti. È un meccanismo con cui, principalmente in riferimento al software, le aziende cercano di proteggere i propri introiti evitando che il prodotto possa essere usato senza averne pagato la licenza.

È questo il caso della maggior parte di Microsoft, con Windows e Office a far da porta-bandiera, e di molte altre software house, come Autodesk e Adobe. È facile copiare un software e le aziende cercano di evitare che questo accada al di fuori del loro controllo.

È un po' più difficile, invece, copiare un telefonino: il 17,6% degli utenti desiderosi di un iPhone hanno infatti provato a fotocopiare il gioiellino di Apple, ma pare che la cosa non abbia dato i risultati sperati. Inoltre molti degli Apple Boys affermano che fotocopiare un iPhone faccia diventare ciechi (anche questo sembra non sia vero).

Scherzi a parte. Ad oggi l'iPhone è l'unico telefono cellulare che non funziona appena acceso (alla faccia della semplicità): occorre collegarsi ad Apple e chiedere la benedizione ufficiale di Steve Jobs. E non è possibile comprarlo comodamente da casa (evviva l'era di Internet) poiché bisogna obbligatoriamente recarsi in negozio. Il tutto ad un costo non proprio irrisorio e senza contare che il perverso meccanismo si è più volte inceppato.

La protezione dei telefoni non è cosa nuova: in Italia è stata portata in auge da Tre, che offriva telefoni a prezzi stracciati in cambio dell'eterna fedeltà alle sue USim. La cosa non chiedeva il pagamento di nessun contratto aggiuntivo e i forti sconti erano abbinati anche alle schede prepagate.

A questo punto c'è da chiedersi: visto che in Italia il telefono viene pagato normalmente e che gli eventuali contratti sono vincolanti (non si può prendere l'iPhone scontato e poi dimenticarsi di pagare l'abbonamento mensile) perché Apple si ostina a complicare la vita ai suoi utenti?

La risposta è più che semplice e viene da più di duemila anni fa: Divide et Impera. A dirlo era il compianto Giulio Cesare, fermamente convinto (a ragione) che se riesci a dividere i tuoi nemici poi è più facile dominarli. La stessa cosa si applica ai mercati (qualcuno ha parlato di globalizzazione?) Ma sono gli utenti i veri nemici di Apple?

Buona pugnalata a tutti.

giovedì 17 luglio 2008

A loro piace così

Ci provano, ma proprio non ce la fanno.

E così si dimenticano di dire che non ci sono gli MMS (proprio ora che la Summer Card!), che non si possono fare i video, tanto meno le video chiamate. E si dimenticano di dire (ma forse neanche lo sanno) che con gli altri telefoni UMTS la connessione non è assolutamente ballerina. E giammai dicono che i problemi di attivazione sono colpa di Apple: colpa di Tim; colpa di Vodafone. Colpa dell'America, Gianni lo ripete fino alla nausea.
Non dicono neanche che la macchinosità per l'installazione delle applicazioni (bisogna poi ricopiarle su iTunes pena la cancellazione) e la qualità mediocre di quelle gratuite sono una precisa scelta commerciale e protezionista di Apple. E si dimenticano pure che il mitico sottomarino di Jules Verne percorse 20 mila leghe sotto i mari, non 10 mila (che abbiano letto il libro a metà?).

Eppure ci hanno provato, tranne per chiedere poi scusa perché «usarlo è l'esperienza definitiva».

Accidenti, mi sono spruzzato nelle mutande e non me ne sono accorto!

Buona scopata a tutti.

mercoledì 16 luglio 2008

Psystar denunciata

Alla fine Apple ha fatto quello che tutti si aspettavano e si appresta a portare Psystar in tribunale per i suoi OpenComputer.

Per chi si fosse perso qualcosa, Psystar è una piccola, minuscola società produttrice di piccì che qualche mese fa ha cominciato ad offrire per le sue macchine la possibilità di installare MacOSX Leopard.

Secondo quanto riportato da Punto Informatico, Apple accusa Psystar principalmente di violazione del copyright, induzione alla violazione del copyright, violazione di marchio registrato e violazione di contratto. È fuor di dubbio che alcune di queste accuse possano essere effettivamente fondate (Psystar fornisce gli update per le sue macchine e lo fa modificando quelli ufficiali di Apple).

Tuttavia la condotta di Psystar non può considerarsi del tutto sbagliata: tutte le copie del sistema operativo sono regolarmente pagate e in precedenza limitazioni simili a quelle imposte da Cupertino sulle possibilità di utilizzo del suo software sono state considerate nulle (verificate pure, è tutto documentato).

Apple inoltre parla di danni irreparabili, ma è ragionevole pensare che le utenze Psystar e quelle Mac siano da considerarsi nettamente separate: chi compra un Psystar, bruttino e assemblato, è decisamente un acquirente che non aveva intenzione di acquistare un Mac vero.

Resta la questione del prezzo del sistema operativo: Apple potrebbe dire di vendere sotto costo il suo MacOSX proprio perché recupera il danaro dal legame con il suo hardware (i Mac costano un po' di più anche per quello). In tal caso però non sarebbe più corretto dire che MacOSX costa meno di Windows. Delle due o l'una o l'altra, a voi la scelta.

Nel frattempo non è ancora noto se Psystar voglia avvalersi della norma blocca processi.

Buona udienza a tutti.

martedì 15 luglio 2008

Questioni di angoli

Immagino tutti conosciate Macity, sito di riferimento per la propaganda le notizie sul mondo Apple. Hanno pubblicato una recensione fotografica del nuovo iPhone, uno bianco tipo cucciolo di foca. L'hanno confrontato con l'iPod Touch, così per giocare in casa. Una delle immagini riporta la didascalia "Ottima la visibilita' anche da elevate angolazioni", da cui si arguisce come l'immagine non l'abbiano neanche guardata.

Nella foto, infatti, l'angolo dalla perpendicolare al piano è poco meno di 25˚ sull'iPod a sinistra (quindi circa 50˚ di visuale) mentre sull'iPhone a destra arriviamo qualche grado meno di 40˚ (ovvero 80˚ di visuale).

E signori miei, 80˚ di visuale non sono abbastanza per poter parlare di "elevate angolazioni", senza contare che l'immagine l'iPhone, ripreso più angolato, è più scura (ma noi non possiamo sapere se avessero impostato una luminosità minore). Con questo non voglio dire che l'iPhone non possa fare meglio di così, ma semplicemente che chi ha messo insieme il pezzo su Macity era più interessato a glorificare che a fare informazione: sarebbe bastato piegarsi di più o avvicinarsi ancora con l'obiettivo.

Nella realtà lo schermo dell'iPhone e dell'iPod Touch è del tutto simile a quello che si può trovare su tanti altri dispositivi portatili con una visuale ottima solo di fronte. Nei prodotti Apple, però, si nota anche una certa preferenza per alcune angolazioni che agevolano gli utilizzi più tipici, ovvero leggermente inclinato in avanti, sia in verticale che in orizzontale (piegato a sinistra).

Conclusione: non domandate all'oste se il vino è buono. E neanche a chi dall'oste viene pagato.

Buona visione a tutti.