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mercoledì 15 luglio 2009

Il bicchier d'acqua


Mi ha chiamato un caro amico. Si è comprato l'iPhone, o meglio gliel'hanno regalato (l'abbonamento però lo pagherà lui).

Mi ha chiesto «Come si mette la musica?».

«È facile come bere un bicchier d'acqua - gli ho risposto io - Attacchi l'iPhone, prendi la musica da quella della libreria di iTunes e la trascini in 'Musica' sotto l'iconcina dell'iPhone».

«Non me lo fa fare», mi dice lui.

«Sicuro che non sia un wmv? Sicuro che non la stai trascinando da un applicazione esterna? Sicuro che...»

«Sicuro, sicuro - mi risponde - È la stessa cosa che facevo con l'ipod piccolo [shuffle ndr], solo che con quello lì me lo fa, con l'iPhone invece no»

Pur convinto che il mio amico stesse affongando in un bicchier d'acqua, non avendo un iPhone sotto mano, e non usando iTunes per gestire l'iPod Touch sono dovuto ricorrere al web, trovando diverse discussioni che mi hanno a dir poco stupito: non si può trascinare la musica direttamente nell'iPhone. L'unico modo per spostare la musica e sincronizzare una o più playlist.

Chiedo lumi. È vero tutto ciò? Se sì, perché mai Apple vuole a tutti i costi complicare la vita ai propri utenti?

lunedì 6 ottobre 2008

Senza clausola ma non troppo

Rispondo con colpevole ritardo ad Angel.

Like a fish out of water, by colodioApple ha cassato la clausola di segretezza sulla pubblicazione delle applicazioni per iPhone/iPod Touch nell'App Store. Ciò è un bene, ma come al solito bisogna fare alcune considerazioni.

Innanzitutto Apple non si è mossa di sua spontanea volontà: le critiche alla NDA sono arrivate unanimi da tutti i versanti. Se non fosse stato per il danno di immagine autoinflittosi, Cuperino non avrebbe mai fatto il doveroso passo indietro. Comunque l'ha fatto e siamo contenti. Almeno un po'.

Perché infatti la clausola non è stata completamente cancellata ed è ancora in vigore per le applicazioni in fase di sviluppo o comunque che non sono state ancora rilasciate. Una mossa di marketing piuttosto che un vero e proprio mea culpa. Apple ha fatto la parte del regnante illuminato elargendo ai suoi sudditi questo magnanimo gesto di benevolenza. Uno specchietto per le allodole per nascondere che nei fatti poco è cambiato.

Buona sudditanza a tutti.

giovedì 25 settembre 2008

Devi stare muto

In casa Apple comanda Apple. Fa niente se i soldi erano buoni quando hai comprato l'iPhone, l'iPod o l'iFac (fate finta sia italiano maccheronico dall'inglese). Fa niente se hai pagato i 99 dollari per diventare sviluppatore e sperare che un giorno la mela ti dica di sì.

Perché se per un qualche motivo la tua applicazione viene rifiutata non puoi dirlo. Devi stare muto perché non sono cazzi tuoi. Non lo deve sapere nessuno. Zitto e paga. Altrimenti ci vanno di mezzo anche le altre app. È davvero questo che vuoi?

Una situazione che ha dell'inaccettabile soprattutto quando le polemiche sugli esclusi (in questo negozio non possono entrare i cani e gli ebrei) non riguardano applicazioni che creano problemi di privacy o sicurezza per l'utente. Gli esclusi sono quelli che cercano di fare meglio di Apple là dove Apple non vuole fare di meglio. Perciò le email si possono leggere solo in un modo, e il vostro giocattolo non può funzionare se non attraverso iTunes.

E questo ci riporta al principio: in casa Apple comanda Apple. Peccato che il telefono sia mio.

Buona spifferata a tutti.

giovedì 11 settembre 2008

Ricomincia la rincorsa

Era prevedibile: il nuovo iTunes blocca iPhone e iPod Touch sbloccati. Niente paura, la soluzione è prossima e sarà efficacie come al solito.

Nel frattempo ecco come deve essere andata l'ultima riunione in casa Apple a proposito dei terminali sbloccati.

- Steve... Sì, ecco... è che...
- Cosa?, diavolo di un mac!
- È che l'hanno sbloccato di nuovo.
- L'iPhone dici?
- Sì, Steve, l'iPhone. E anche il Touch.
- Cacchio, ma non possiamo portarli in tribunale?
- Non saprei, dovremmo chiedere all'ufficio legale e...
- Magari denunciamo tutti quelli che lo sbloccano, no?
- Ehm... beh, non saprei... insomma in fin dei conti ce li hanno pagati...
- Sempre con questa storia della proprietà privata, ma non l'avevano abolita?
- No, Steve. Solo in Cina.
- Quelli sì che sono bei posti!

mercoledì 7 novembre 2007

La Apple tiene i suoi ipod troppo legati ad iTunes

Hold Tight di Iguana JoQuesta la motivazione di una Class-Action contro Apple partita dalla Florida. Infatti Apple non permette di collegare ad iTunes altri lettori mp3, cosa che diventa ancora più difficile quando i brani sono protetti. Su quest'ultimo punto la situazione sta lentamente migliorando con i brani DRM free, ma non tutto il catalogo di iTunes è disponibile senza gli odiati lucchetti.
E non è finita qui. Infatti la Class-Action lamenta ulteriori comportamenti illegali riguardo la possibilità di acquistare brani da altri negozi online: iTunes è collegato solo all'iTunes Store e iTunes è l'unico strumento per gestire l'iPod. Non resta che fare due più due.
Questa chiamata in giudizio della casa di Cupertino, non riguarda i problemi tecnici di interfacciamento, ma le scelte operate da Apple al solo fine di impedire l'uso di iTunes e iPod al di fuori del suo controllo. Infatti nell'ultima generazione di iPod è stato inserito un chip che ne impedisce il funzionamento con software diverso da iTunes. Il chip non fornisce nessun'altra funzione avanzata: è solo un'ulteriore impedimento al consumatore nell'utilizzo libero di un bene che ha pagato. Ovviamente quel chip non è gratis: gli utenti lo pagano quando comprano l'iPod.
Speriamo che da noi la UE, che tanto bene ha fatto contro Microsoft, si svegli anche su questo fronte.

lunedì 10 settembre 2007

Pagare le suonerie. Di nuovo

Prendendo in prestito la faccia dai famosi Bronzi di Riace, Apple fa pagare per creare le suonerie per il suo discusso telefonino. Ovvero: se hai già un brano, ad esempio lo hai rippato da un disco, non puoi usarlo come suoneria dell'iPhone ma devi pagare Apple per acquistare di nuovo il brano come suoneria. E nulla cambia se già l'hai acquistato come canzone dall'iTunes Store stesso: devi pagare di nuovo. 99 centesimi per ogni suoneria e 99 centesimi per ogni canzone (se accetti le manette del DRM).
E non si creda che sia un problema tecnico o una maniera per fornire ai clienti solo suonerie di alta qualità: la prima release di iTunes 7.4 permetteva di crearle gratis. Altolà, gridò Steve Jobs, qualcuno sta facendo qualcosa senza che noi ci guadagnamo! E così è stata rilasciata la 7.4.1. Ma la limitazione è, di nuovo, facilmente aggirabile e ci sarà una nuova release. E poi un'altra ancora. Possibile che alla Apple non imparino nulla dalla storia?
E non è tutto. Infatti sull'iPhone non solo bisogna pagare per usare le canzoni come suonerie ma non si può neanche usare un qualunque brano, ad esempio i vagiti di un neonato. Dimmi, cara Apple, vuoi vendermi anche la risata di mio figlio?

domenica 24 giugno 2007

E' facile sbagliare i conti



Antonio Dini
sa scrivere bene, bisogna ammetterlo, però ha un po' il vizio di falsare le informazioni che fornisce sul sito Macity, altro sito di sole buone notizie e pubblicità a prodotti più o meno utili. In un suo articolo, chiamato epicamente "La terza guerra dei browser", parla di come Safari sia candidato a diventare più diffuso. Ho già smentito con i numeri questa affermazione in un mio precedente post. Nello stesso articolo, Antonio Dini dice testualmente:
E ricordiamoci che iTunes viene scaricato più velocemente di Firefox (500 mila copie al giorno contro 100 mila di quest'ultimo)

un'affermazione vera e falsa allo stesso tempo. E' vera perché i numeri sono esattamente quelli, ma è falsa perché include anche tutti i download di iTunes per gli aggiornamenti. Infatti iTunes non include un sistema interno di aggiornamento per scaricare solo la differenza dalla precedente versione: bisogna riscaricare di nuovo tutto iTunes, parecchie decine di MegaByte, e questo per ogni piccolo numerino che cambia nella versione. In Firefox, invece, gli aggiornamenti, che sono automatici, prevedono di scaricare una frazione di MegaByte e non tutto il software, facendo risparmiare tempo e banda, e non andando ad incrementare dei contatori, che visto l'antiquato meccanismo di iTunes, sono necessariamente falsati.
Per tanto, se si vuole parlare di numeri, lo si faccia con consapevolezza e correttezza, evitando di essere l'Emilio Fede della mela morsicata.

lunedì 4 giugno 2007

Ad occhi chiusi



Su Macity leggo che Apple non ha ancora fatto dichiarazioni riguardo la marchiatura nascosta all'interno dei file privi di DRM venduti su iTunes Store. E proprio per far fronte a questo silenzio ci pensa Fabrizio Frattini, dicendo che
Anzi qualcuno sembra escluderlo attribuendo le differenze tra lo stesso file scaricato con account diversi al sistema con cui il file tiene traccia delle proprie modificazioni. In pratica un file è diverso dall'altro a seconda della data e dell'ora in cui viene scaricato e per questo i due file hanno dimensioni differenti.
Ovviamente si parla di qualcuno, nessuna fonte citata, mentre ci sono delle fonti autorevoli che paventano il pericolo per la privacy degli utenti. Inoltre, anche ammettendo che Apple abbia inserito la data nel file, perché nasconderla nel flusso musicale del file, invece che scriverla nei tag che pure sono previsti?
Inoltre, perché trattare così quegli utenti onesti che pagano per avere i file? Che razza di incentivo è se un utente che preferisce non rischiare nulla può facilmente scaricare i brani dalle reti Peer-To-Peer?
E tanti utenti Apple pensano sia meglio tenere gli occhi chiusi, per non vedere la propria fede ricambiata con la malafede.

PS: La sapete la differenza tra televisore e televisione?

sabato 2 giugno 2007

Protezionismo globalizzato

Che bello! Oggi mi sono arrivati dei dischi dal Sud Africa e dei pennarelli Pantone dagli Stati Uniti. Che gran cosa che è la globalizzazione! Peccato che Apple non la pensi così, tanto che ha pensato di dividere il suo negozio online iTunes Store nazione per nazione.
Così che non è possibile per chi si trova in Italia comprare un brano o un video nello store statunitense o in quello francese. Dopo tutto lo diceva anche Cesare: Divide et Impera (dividi e comanda). Ovvero: non dare troppa libertà agli acquirenti, per poterli controllare meglio.
Nel frattempo anche l'Unione Europea chiede il perché di questa divisione (per lo meno all'interno del vecchio continente). Bisogna aspettare lunedì.
Nel frattempo godiamoci una domenica a Milano.

giovedì 31 maggio 2007

Allibrito

Uno dei lettori di iLounge ha comprato un audiobook da iTunes. Peccato che l'audiobook acquistato non funzionasse su iPod.
Contattata Apple, il servizio clienti ha chiesto scusa (e ci mancherebbe!) e ha consigliato a tutti i possessori di iPod di non acquistare degli audiobook per qualche settimana poiché a quanto pare il problema è presente anche in altri audiolibri.
Tutti gli altri utenti che non lo sanno possono continuare a compare audiolibri difettosi. Perché Apple, benché sia a conoscenza del problema, non pensa neanche a togliere dagli scaffali i prodotti difettosi ma, ne sono sicuro, porgerà le sue più sentite scuse a chi crederà di comprare un file funzionante.

mercoledì 23 maggio 2007

iPod e iStress


Il sesto ipod rotto in sei anni:
è solo sfortuna?
E non sono l'unico! L'iPod ha avuto il merito di diffondere, per questioni di moda, la musica portatile al grande pubblico. Purtroppo, però, l'iPod ha numerosi difetti, alcuni addirittura voluti da Apple.
Quello che più mi dà fastidio è il database delle canzoni: non basta copiarci sopra le canzoni ma bisogna aggiornare un database che contiene titoli, statistiche e playlist.
Questo significa che se quell'unico file (iPod_Control/iTunes/iTunesDB) ha il benché minimo problema, vuoi per un errore dell'hard disk vuoi per una disconnessione infelice, bisogna ricopiare tutte le canzoni, a meno di non mettersi lì a smanettare.
I file delle canzoni sono ancora al loro posto ma né l'iPod, né iTunes le riconosceranno. Questa trovata aiuta anche Apple a nascondere e confondere i brani memorizzati sull'iPod, rinominando i file in sigle senza senso e spostandoli in anonime directory del tipo F29, F07 e così via.
Ma non vi preoccupate: se vi succede, iTunes non vi lascia da soli e vi suggerisce di ripristinare le impostazioni iniziali, un modo difficile per dire "cancella tutto quello che c'è".
Sarebbe stato molto più semplice copiare i brani direttamente a mano, ma questo significherebbe non essere schiavi di iTunes come Apple vorrebbe. Per fortuna iTunes non è l'unico, e non è neanche il migliore, a saper gestire l'iPod