mercoledì 16 gennaio 2008

L'affronto con la 'i' davanti

Tra i miei amici ce n'e' uno particolarmente burlone che ha anche la fortuna di essere particolarmente benestante (merito suo non dei suoi parenti. Lui, che mi conosce molto bene e che legge anche questo blog, ha pensato bene che il modo migliore per dimostrarmi la sua amicizia fosse quello di regalarmi un iPod Touch.
E cosi' mi trovo a scrivere questo post utilizzando il nuovo iPod: dovrei forse diventare costruttivo? Certo che no.
Coglierò invece l'occasione per raccontare i passi per liberare questo piccolo gioiello dalla gabbia in cui sua madre lo ha rinchiuso.
Quindi a presto.

PS: la tastiera è decisamte scomoda... E perché diavolo poi una QZERTY?

martedì 15 gennaio 2008

Imbarazzante somiglianza

iBraun Già la calcolatrice era sputata uguale.
Se poi andiamo a vedere anche un po' di altre cose, il dubbio viene.

E in realtà sapete cosa vi dico? Vi dico che il dubbio non deve venire: che è normale prendere spunto qua e là da quanto di buono è stato già fatto. Basta che poi non lo si venda come avanguardia.

PS: per Natale mi hanno fatto un affronto. Restate sintonizzati: ne resterete sorpresi.

venerdì 21 dicembre 2007

Vladimir contro Steve

I xxx Putin - Foto di yourbartender Non so perché ma molti affezionati della Mela si aspettavano Steve Jobs come persona dell'anno: di tutti i comunicati (mia nonna li chiama così) radio e TV non mi è mai parso di sentirlo nominato nella lista dei papabili. Si parlava piuttosto di Al Gore, che pure è nel cda di Apple, e di sicuro l'ex vicepresidente degli Stati Uniti d'America lo avrebbe meritato.
E invece persona dell'anno (persona, non uomo: non facciamo i sessisti) è stato eletto Vladimir Putin, riconfermato poco tempo fa presidente della grande Russia. Perché è stato scelto Putin? Perché la copertina del Times non è dedicata all'uomo più buono del mondo, ma a quello che più ha influenzato il mondo. E con l'introduzione di brogli elettorali, il supporto al programma atomico dell'Iran e l'arresto dei suoi avversari politici, Putin è stato decisamente la scelta più azzeccata: rappresenta il modello per tanti leader sparsi in tutto il mondo, anche in quello occidentale.
Ecco cosa non avrà pensato Steve Jobs: «È stato scelto Putin? E cosa ha fatto di tanto speciale? Imbavagliato la stampa che non gli stava a genio? Posso farlo anch'io!».
E infatti ThinkSecret ha chiuso i battenti per aver svelato, qualche giorno della presentazione ufficiale, le caratteristiche del MacMini. Ed Apple lo ha minacciato legalmente per sapere le fonti, per conoscere chi ha spifferato un tale segreto. E Nick Ciarelli, il ragazzo a capo di Think Secret, ha preferito lasciar perdere, chiudere e buttare via la chiave, piuttosto che tradire le fonti.
Signore e signori, qui ci vuole un applauso. Scegliete voi se dedicarlo alla coerenza di ThinkSecret o alla prepotenza di Apple.

iTaleb

Foto di clara & james Che mi si dia del Talebano non lo accetto. Vada per lo switcher, anche perché non conosco ancora nessuno che si sia offeso a sentirsi in qualche modo coinvolto in una storia di interruttori. Inoltre non mi piace neanche l'idea che si possa elogiare Windows: la forza di Windows sono i programmi per Windows. Anche Apple li fa. Perché c'è mercato.
Detto questo, tornando agli interruttori, uno switcher è solitamente un utente che abbandona Windows per passare (switch) a Mac. Io non posso essere uno switcher perché il Mac già lo uso. E non solo. Il concetto di switcher è decisamente limitante: perché dovrei mai limitarmi ad una sola tecnologia? Il concetto stesso di computer personale, un posto dove tenere i propri dati è destinato a morire, lentamente ma inesorabilmente: certo, non potremo caricare tutti i nostri dati online, e li terremo in casa ancora per molto ma è decisamente sciocco pensare di accedervi con un solo strumento, modo unico e immutabile, soprattutto quando questo strumento limita volutamente la libertà che abbiamo di accedere ai nostri dati per favorire gli interessi di un'azienda: i dati sono miei e ci faccio quello che voglio. Ed è un caso che riguarda Apple e Microsoft e tanti altri, che molte volte guardano all'utente come un ladro prima ancora che come un cliente.
Questa volta sono stato buono. Non vi ci abituate.

lunedì 17 dicembre 2007

HTML 5 e la libertà multimediale

Erica Ogg A quanto pare il riferimento al formato Ogg (Vorbis per l'audio e Theora per il video) è scomparso dalle specifiche del prossimo venturo HTML 5. Ad aprire le danze era stata Nokia che in un suo documento aveva espresso ridicole perplessità riguardo il formato Theora ritenendolo a rischio brevetti. Per chi non lo sapesse la Xiph Foundation si occupa di produrre formati multimediali che siano totalmente esenti da brevetti e completamente redistribuibili: la scusa di Nokia non regge. Allora perché avversare il formato libero e aperto? Soldi, ovviamente. Infatti i formati Vorbis e Theora non prevedono i lucchetti digitali e ciò va contro gli interessi degli utenti delle major.
A questo punto i miei cari lettori si chiederanno: perché mai parlarne su questo blog? Perché oltre a Nokia, contro i formati aperti, si sono schierate anche Microsoft e la sua sorellina di sempre: la nostra amata Apple.
E ancora: esattamente, di cosa stiamo parlando? Mi spiego. Avete presente i video di Youtube o altri servizi di video sharing online? Li vedete in un riquadro all'interno di una pagina web dove vengono visualizzati grazie al Flash Player di Adobe (ex Macromedia, R.I.P.). In HTML 5 si vuole andare oltre e permettere l'inserimento degli elementi multimediali embedded che verrano riprodotti direttamente dal browser senza ricorso a plugin esterni (Flash, Quicktime, Windows Cesso Player, e così via). Avere dei codec di riferimento, uno standard aperto e utilizzabile da chiunque voglia realizzare un browser è di vitale importanza: ne va della libertà del web. Se non si sceglie un formato unico allora si rischia di non cambiare la situazione attuale (ogni sito avrà bisogno del suo programmino e l'utente dovrà installarsi tutti i player del mondo, un po' come succede adesso). L'utilizzo di un formato proprietario protetto dai brevetti, invece, porterebbe all'impossibilità di scrivere un browser realmente aperto. Apple stessa usa un motore opensource per il rendering HTML in cui non potrebbe certo essere inserito del codice brevettato, a meno che Apple non voglia cambiare la licenza di WebKit (e sappiate che non può farlo perché WebKit non è suo).
Mi viene in mente un esempio surreale: sarebbe come pagare un centesimo all'inventore della radice quadrata ogni volta che si usa un foglio A4. O come dover chiedere il permesso ad un'azienda quando insegnate a leggere ai vostri figli.
Per finire, un accenno sulla posizione di Mozilla a tal proposito. La casa del dinosauro rosso ha dichiarato che loro appoggeranno strenuamente i formati Ogg e derivati e che, comunque vadano le cose, lo supporteranno pienamente nel loro browser. E visto che Firefox non è proprio l'ultimo, chissà che questo non riesca a diffondere l'idea di apertura e libertà che sempre di più sembra mancare in questo mondo disgraziato.

Post Scriptum. La donna nella foto è Erica Ogg. È una giornalista, abbastanza attraente direi. Non c'entra niente con 'sto discorso, semplice assonanza, allitterazione o come diavolo si dica.

giovedì 13 dicembre 2007

Specchio specchio delle mie brame

I monitor della Apple hanno una certa età: sono spessi come un romanzo di Dostoevskij e hanno luminosità e contrasto che non competono con altri monitor sul mercato. Per non parlare del prezzo.
Presto, molto presto, dovrebbero essere rimpiazzati da un nuovo modello. Probabilmente saranno più sottili, più luminosi e brillanti. E saranno lucidi. Avete presente gli schermi a specchio, chiamati anche Glossy? Esatto! Proprio quelli introdotti qualche anno fa dalla Sony sui suoi portatili. Lasciatemelo dire: sono degli schermi che fanno schifo. A meno di un'illuminazione ottimale si vedono riflessi ovunque. C'è troppa luce? Sullo schermo c'è il riflesso della luce. C'è poca luce? Allora compare la faccia dell'utente illuminata dallo stesso schermo. È anche vero che l'occhio umano si adatta facilmente e, a meno di casi estremi, solitamente cancella i riflessi.
C'è una cosa che vorrei, per voi, non per me (come sono generoso!). Vorrei che i prossimi schermi della mela non fossero glossy. C'è gente che ci lavora e con quello che costano non mi sembra giusto lasciare al cervello dell'acquirente il compito di supplire ai difetti.
Se poi anche questi monitor venissero lucidati consiglio a tutti un monitor Eizo.

Post Scriptum. Voi lo sapevate che i monitor degli iMac hanno solo 18 bit di profondità di colore? Il mac non doveva essere il computer ideale per la grafica?

martedì 4 dicembre 2007

Pubblicità con Vista

Cosa fa la Apple per convincere i suoi utenti a usare il Mac? Racconta di come il Mac sia buono per far girare Vista. Sì, Windows Vista, uno dei sistemi più inutili della storia (dopo il Dos 4, a mio parere): bacato, con problemi di sicurezza, crash improvvisi di applicazioni e lentezze varie. Beh, c'è da dire che Apple ha fatto di più: ha fatto in modo di introdurre le stesse caratteristiche (crash, lentezza e bachi di varia natura) nel suo Leopard, così che i PC Guys che i Mac Guys siano equamente insoddisfatti. Solo che i PC Guys a queste cose ci sono abituati. Resta il fatto che ora Apple sembra credere in Windows Vista molto più di quanto ci credano gli utenti. Siamo messi male.
Godetevi la pubblicità. Non sapete l'inglese? Peggio per voi.



Per scaricare il filmato cliccate qui.

venerdì 23 novembre 2007

Supercomputer: la classifica non premia MacOSX

IBM BlueGeneAvevo già scritto di come, nella Top500 dei supercomputer, il MacOSX fosse presente in soli tre installazioni e che comunque se la passasse meglio di Windows, usato solo in due casi.
Zak, a cui ho rubato la spassosa vignetta della scorsa volta, mi ha fatto venire voglia di ricontrollare la classifica. La Top 500 dei supercomputer, infatti, è stata aggiornata proprio questo mese. E ci sono dei cambiamenti, anche se non clamorosi.
Linux ha incrementato la sua presenza, passando da 389 a 426, traducibile in un +9,5%. Più strano è l'incremento dei supercomputer con Windows, passati da due a sei: numeri risibili ma pur sempre un tre volte tanto. E il MacOSX? È calato: da tre a due. E paradossalmente, sappiate che non mi fa piacere, ora Windows è più usato di MacOSX anche nei supercomputer.
Per rispondere a Zak: non è un problema di affidabilità o di presenza di un Admin 24 ore su 24. Linux viene scelto sui supercomputer perché una società dopo aver speso qualche milione di dollari vuole poterci fare il ca..o che gli pare. E questo, amici miei, non è possibile né con Windows né con MacOSX.

Giusto per la cronaca. Il computer più potente del mondo è il BlueGene/L di IBM che ha la bellezza di 212.992 processori. Duecentododicimilanovecentonovantadue.

martedì 20 novembre 2007

Lui e Beatrice

Vi consiglio di leggere le strisce di Zak Comics, nei vari gusti Io e Beatrice, Parajdemina e Spread the Banana, quest'ultimo in inglese.
Nelle strisce di Io e Beatrice ho trovato questa vignetta:



Spassosissima. Spero Zak non mene voglia se ho stretto un po' l'immagine e se l'ho pubblicata qui anche se coperta da copyright.

lunedì 19 novembre 2007

Libertà d'informazione

Sembra sempre più strano come Apple ancora non abbia introdotto l'iPhone in Italia: visto che la maggior parte (non tutti) dei giornalisti italiani sono dei kiss-ass (leccaculo) provetti, si sarebbero trovati benissimo nelle interviste pubblicità con le domande preparate e le risposte pronte.
E invece sono andati in Gran Bretagna, dove invece i giornalisti le domande le fanno e cercano di capire come vanno le cose, evitando di ricoprire solo il ruolo di semplici attori dell'ennesimo spot pubblicitario. Infatti l'intervista doveva vertere sul lancio britannico dell'iPhone che, sappiamo tutti, si può gestire (secondo volontà di Cupertino) solo da iTunes. E quindi il giornalista ha provato a chiedere: "A proposito del monopolio iTunes...". Allarme rosso, tutti gli uomini ai posti di combattimento!
Nel video che segue, se volete, potete aggiungere mentalmente qualche sottotitolo in italiano, del tipo "Mi consenta".

sabato 17 novembre 2007

Globale 001

Lightning - Foto di wvs Ho avuto una settimana brutta, troppo piena, mal di testa perenne e qualcuno ne sarà contento.
Facciamo un po' di aggiornamenti, messi insieme, pochi commenti giusto per capire.

Su OneITSecurity: "è stata apprezzata la professionalità degli ingegneri e dei manager Apple che nonostante sia passato poco più di un mese, e quindi l’uscita di una patch di sicurezza potrebbe risultare impopolare, non hanno esitato a rilasciare questo update". E invece hanno aspettato anche troppo: un mese per risolvere un problema di perdita dei dati durante lo spostamento dei file? Decisamente troppo. Apple dovrebbe rilasciare degli aggiornamenti continui, non 110 mega alla volta. In Italia non tutti hanno la banda larga e avere degli aggiornamenti piccoli, ma continui, aiuterebbe parecchio.

Su Heise Security. Sempre relativo al primo aggiornamento, in particolare al firewall. Il firewall di Apple era risultato bucato come un groviera: non bloccava quello che doveva bloccare e partiva con regole più permissive della Berlino del secondo dopoguerra. Un po' siamo migliorati: non nel firewall, ma nel linguaggio. Ora non si sceglie più di bloccare tutte le connessioni ma di permettere solo i servizi essenziali. È una questione di stile, non di sicurezza.

Carmack afferma che quelli della Apple sono dei pazzi e degli idioti a non prendere in considerazione lo sviluppo dei giochi su ipod e iphone. Ovvero: Apple dovrebbe aprire i propri prodotti per permettere ad aziende come la ID Software di sviluppare e portare i suoi meravigliosi videogame sui device mobili di Cupertino. E se non sapete chi è Carmack allora non siete neanche degni di stare davanti a un computer. Dico sul serio.

Ora ci sono trentadue varianti di uno stesso trojan per Mac. Ancora non ci siamo: il Mac non è abbastanza diffuso per essere terreno fertile per un virus, sia per la propagazione dell'epidemia, sia per la convenienza economica di chi fa i virus. Tuttavia non vedo molto lontano il tempo in cui anche sul Mac dovremo installare un antivirus.

Apple ci crede in XServe? Gli ingegneri che l'hanno fatto sì. Jobs un po' di meno. Forse non sopporta che sulle sue macchine possa metterci mano qualcuno che di reti ne capisce. Almeno ora è possibile virtualizzare il MacOSX Server, a patto di virtualizzarlo su un altro MacOS e mai su un PC. Sappiate che MacOSX gira benissimo su VMWare, indipendentemente che stiate lavorando su Linux, Windows o Mac. Comunque nell'ambito Server Apple ha decisamente ancora tanta strada da fare: può andar bene nella multimedialità, ma farsi pagare così caro per avere un sistema Unix che fa esattamente le stesse cose di una Debian mi sembra un po' esagerato. Se poi, cari utenti Apple, pensate che il MacOSX Server è più facile di una Debian, non posso che darvi ragione. Provate, però, ad immaginare la scena in cui una azienda deve assumere un nuovo amministratore di rete: dovrà sapere dove mettere le mani o solo saper muovere un mouse? Le competenze non possono essere soppiantate dalla semplicità.

Qualche Mac ha un problema con la grafica? Niente paura, basta nascondere tutto sotto il tappeto e nessuno si accorgerà di niente! No, siamo onesti: il documento che parla del problema dei chip grafici di alcuni iMac è ricomparso. Peccato non contenga informazioni utili. Secondo me è un problema Hardware e nessun Firmware potrà giovare. Apple vuole solo evitare il richiamo.

Alla fine questo post mi è uscito in stile rassegna stampa. Non è un granché, lo so. Posso fare di meglio.

giovedì 8 novembre 2007

Brevemente. Su Twitter

Visto che ormai non riesco a stare dietro a tutto quello che succede ho deciso di velocizzare in parte il processo. Qui di lato, a destra, potrete vedere i miei post su Twitter, con cui cercherò di tenervi aggiornati soprattutto con link a materiale interessante.
Potete anche seguirmi direttamente su Twitter/noapple.
E non vi preoccupate: continuerò a scrivere i post tradizionali. Consideratelo un di più, un po' di veleno in piccole dosi. Ma ricordate: il veleno che vi somministro viene da Cupertino, sotto forma di caramelle. Io non faccio altro che togliere il guscio.

È nato prima l'uovo o la gallina?

mercoledì 7 novembre 2007

La Apple tiene i suoi ipod troppo legati ad iTunes

Hold Tight di Iguana JoQuesta la motivazione di una Class-Action contro Apple partita dalla Florida. Infatti Apple non permette di collegare ad iTunes altri lettori mp3, cosa che diventa ancora più difficile quando i brani sono protetti. Su quest'ultimo punto la situazione sta lentamente migliorando con i brani DRM free, ma non tutto il catalogo di iTunes è disponibile senza gli odiati lucchetti.
E non è finita qui. Infatti la Class-Action lamenta ulteriori comportamenti illegali riguardo la possibilità di acquistare brani da altri negozi online: iTunes è collegato solo all'iTunes Store e iTunes è l'unico strumento per gestire l'iPod. Non resta che fare due più due.
Questa chiamata in giudizio della casa di Cupertino, non riguarda i problemi tecnici di interfacciamento, ma le scelte operate da Apple al solo fine di impedire l'uso di iTunes e iPod al di fuori del suo controllo. Infatti nell'ultima generazione di iPod è stato inserito un chip che ne impedisce il funzionamento con software diverso da iTunes. Il chip non fornisce nessun'altra funzione avanzata: è solo un'ulteriore impedimento al consumatore nell'utilizzo libero di un bene che ha pagato. Ovviamente quel chip non è gratis: gli utenti lo pagano quando comprano l'iPod.
Speriamo che da noi la UE, che tanto bene ha fatto contro Microsoft, si svegli anche su questo fronte.