lunedì 15 ottobre 2007

Doppia Faccia

Voglio fare i miei complimenti ad Al Gore e al suo staff per il premio Nobel per la Pace. Qualcosa di importante, che ci fa ricordare quanto sia importante la tutela dell'ambiente.
E anche Apple lo sa, tanto da mettere in prima pagina sul suo sito un omaggio all'ex Vice Presidente degli Stati Uniti.
Solo che mentre Apple si fa pubblicità gratuita sfruttando i meriti di qualcun altro, GreenPeace denuncia e dimostra come Apple non stia mantenendo fede alla promessa di una mela più verde. Infatti il suo iPhone contiene sostanze tossiche per l'ambiente, come si vede da questo video e da questo documento (entrambi in inglese).
Non che gli altri produttori si comportino meglio, ma almeno non hanno la faccia tosta di nascondersi dietro un premio Nobel.

5 commenti:

giona79 ha detto...

c'e' anche video carino di Greenpeace su YouTube. Lo trovate qui:
http://www.youtube.com/watch?v=dBF_AkaXRG4

Angel ha detto...

purtroppo viviamo in un mondo di contradizioni....dove chiaramente vince chi partecipa ad un gioco grottesco ed infantile del "chi ce l'ha piu lungo".....

Bruno ha detto...

Greenpeace admits iPhone 'compliant' with Euro chemicals rules
http://www.reghardware.co.uk/2007/10/16/greenpeace_vs_apple/

Già che siamo in piedi...... :)

Ubaldo ha detto...

da Il Giornale Tecnologico:
iPhone, Greenpeace fa marcia indietro

Roma - Suona un po' piccata la replica di Greenpeace a BSEF, consorzio che riunisce alcuni produttori di sostanze chimiche, replica con la quale l'organizzazione ecologista tenta di rigettare totalmente le accuse di aver condotto test imprecisi e poco affidabili sul melafonino.

In un comunicato datato 19 ottobre, BSEF accusava apertamente lo studio condotto da Greenpeace di essere "non corretto". Errate le procedure e le tecniche utilizzate: le conclusioni sarebbero quindi prive di ogni supporto numerico e scientifico. Ma soprattutto, secondo gli industriali, allo stato dell'arte non esisterebbe alcun sostituto per i BFR.

La notizia è finita anche sulle pagine di Gizmodo, sulle quali è poi comparsa una replica ufficiale di Tom Dowdall, che si occupa del sito web di Greenpeace: "Siamo entusiasti del dibattito scaturito dal nostro rapporto - spiega in una lettera - ma ci sono una serie di questioni sul vostro blog (Gizmodo, ndR) che saremmo felici di poter chiarire".

Secondo l'organizzazione ecologista, lo studio pubblicato la scorsa settimana è stato condotto secondo metodologie note e largamente approvate. Le sostanze rilevate, inoltre, sebbene consentite in quelle quantità dalle normative in vigore (RoHS), dovrebbero essere comunque eliminate. Infine, i ritardanti di fiamma potrebbero tranquillamente venire eliminati impiegando materie plastiche inerti.

In una lettera allegata dallo stesso Dowdall, si legge tuttavia: "Se ritenete che ci stiamo accanendo su Apple, date un'occhiata al nostro rapporto del 2006, che riguardava moltissime aziende". Greenpeace si starebbe quindi dando da fare su tutti i fronti, per tentare di ridurre l'impiego delle sostanze pericolose. Certo però, quel rapporto "non ha ottenuto tante prime pagine come quello sull'iPhone".

Insomma, a pensare male non si sbaglia (quasi) mai. Dice Gizmodo: "Perché non pubblicare prima una ricerca completa su tutti i produttori, con riferimenti precisi e chiari sulla metodologia applicata, magari in una rivista scientifica?". E poi, solo a quel punto, lanciare un comunicato stampa per mettere alla sbarra i colpevoli.

Gli fa eco The Register, che pure accoglie le tesi di Greenpeace sui ritardanti di fiamma. Ma, come sottolineato nell'articolo, "dove sono le analisi comparative tra il telefono Apple e quelli Nokia, Motorola, Samsung e tutti gli altri?". Non resta che attendere che Greenpeace aggiorni il proprio studio del 2006.

Zak ha detto...

Meriti di qualcun altro fino a un certo punto :)
Al Gore e' nel consiglio di amministrazione di Apple; mi sarebbe sembrato strano se non ne avesse parlato!