venerdì 28 marzo 2008

La voce dello struzzo

Occhi Languidi - Foto di Daniele MuscettaInnanzitutto una precisazione: non ci sono voluti due minuti ma trenta secondi, roba che a Hollywood ci avrebbero già fatto un film.
Tempo a parte, della notizia non tutti ne hanno parlato con obiettività. Anche un blog che leggo sempre volentieri ha fatto questo errore, raccontando che il Mac violato durante il recente CanSecWest security conference's PWN 2 OWN è stato sì il primo a cadere ma affermando anche che era da solo e che solo in seguito gli altri computer (una macchina Linux e una macchina Windows) sarebbero entrati in gara.
Questo non è corretto. I tre computer sono stati esposti esattamente allo stesso modo e su tutte e tre le macchine sono state applicate le stesse regole. Sottoposti allo stesso regolamento le macchine Linux e Windowshanno resistito mentre finora ha capitolato solo il Mac, grazie ad un baco presente in un altro prodotto Apple: Safari. Del quale, statene certi, continueremo a parlare.

Due minuti. La gogna e la vergogna

Two fingers - Foto di IRobboBisogna innanzitutto ribadire una cosa: nessun sistema è sicuro. Certo è che due minuti sono proprio pochi. Roba di cui bisognerebbe vergognarsi, soprattutto quando nella propria campagna pubblicitaria ci si vanta di essere a prova di raffreddore (un bacio a chi indovina di cosa sto parlando - è facile!).
Eppure Microsoft avrebbe dovuto insegnare che non basta dichiararsi sicuri per esserlo. E quando mancano i fatti non resta che un vano auto compiacimento. Che non è molto lontano da un Playboy sfogliato da soli in bagno.

giovedì 27 marzo 2008

Apple ammette la scarsa qualità dei suoi schermi

More colours - Foto di szeretlek_maNe avevo già parlato, degli schermi Apple di bassa qualità: 18 bit invece di 24, con una resa cromatica pari a circa l'1,6% (uno virgola sei percento) di quella millantata E anche Apple è stata costretta ad ammettere che effettivamente gli schermi montati sui suoi computer hanno questo problema. Costretta poiché l'ammissione è arrivata in seguito ad un'azione legale, risolta con un accordo siglato con due fotografi americani che hanno denunciato la società di Jobs per pubblicità ingannevole. Apple infatti millantava la possibilità di rappresentare milioni di colori, una bugia che ha spinto i due fotografi ad acquistare un computer non adatto alle loro esigenze di fotoritocco.
Purtroppo i termini dell'accordo sono riservati (in pratica Apple ha pagato i due fotografi per mettere a tacere la cosa) e nulla cambierà per quanti non conoscano questa storia. A tutti gli altri un consiglio: se dovete fare della grafica non comprate un Mac. O al massimo prendete un Mac senza schermo e abbinategli un monitor decente. Aspettando, senza troppa fiducia, il ritorno del PVA.

giovedì 6 marzo 2008

La paura fa novantanove

BW_jailed snow by racineurSteve Jobs ha presentato il Software Development Kit per iPhone, iPod Touch e tutti quei dispositivi futuri di cui è facile prevedere l'arrivo. Tutti si aspettavano qualcosa di speciale, applausi a non finire, standing ovation e invece...
E invece accoglienza freddina, chissà come mai.
Forse perché l'SDK non ha nulla di speciale? Forse perché non c'è nulla di più rispetto a tutti gli SDK per le altre piattaforme mobili? Forse perché Apple come suo solito vuole tenere tutto sotto la sua ala protettiva?
Forse è proprio così. Comunque resta il fatto che per scaricare il tanto ambito SDK bisogna registrarsi come sviluppatore. Gratuitamente. E per installare i nuovi programmi bisognerà aggiornare il firmware alla versione 2.0, prevista per giugno. Anche questo, gratuitamente. Tranne che per l'iPod Touch per cui bisognerà pagare una piccola sovrattassa (come per il canone Rai scaduto), una piccola imposta dovuta alla legge americana. A cui siamo soggetti anche noi europei, anche se i giocattolini di Apple li fanno in Cina.
Una volta sviluppato il programma, questo andrà distribuito obbligatoriamente tramite iTunes. Se il programma è commerciale Apple tratterrà il 30% (neanche i giochi per Playstation devono versare un balzello così alto). Se invece il programma è distribuito gratuitamente Apple lo distribuirà gratuitamente, anche se questa è una mezza bugia. Infatti che il programma sia gratuito oppure no, lo sviluppatore dovrà comunque aderire all'iPhone Development Program, che prevede una quota d'iscrizione di 99 dollari. Tutto questo mentre sia per Symbian che per Android non c'è nessuna quota associativa e Android è addirittura opensource. Giusto per restare liberi.
Per quanto riguarda il titolo La paura fa novantanove, ci sono due riferimenti. Uno riguarda il prezzo da pagare per aderire al programma di sviluppo, 99 dollari. L'altra è la paura che Apple ha di Android: perché altrimenti affaccendarsi a fornire un SDK agli sviluppatori?

lunedì 21 gennaio 2008

JailBreak. Ovvero liberiamo l'iPod Touch

L'iPod Touch, in maniera simile al suo fratello maggiore iPhone, è un piccolo computer a tutti gli effetti. Funziona grazie ad una versione mobile di MacOSX, e pertanto è un sistema Unix a tutti gli effetti. Come tutti sanno, però, Apple cerca di evitare che gli utenti usino questo gioiellino al di fuori delle funzioni di un player avanzato con qualche funzione web. Dal mio punto di vista questo è inaccettabile: l'ipod è mio e ci faccio un po' quello che mi pare.

JailBreak è il primo passo per ogni utente iPod Touch (e anche iPhone) che si ritenga libero. È una falsa immagine TIFF che sfrutta un baco di tipo Buffer Overflow nelle librerie libtiff, il componente che mette Safari in grado di leggere le suddette immagini, per avere accesso ad aree riservate del sistema.
Si tratta di un tipico caso di Code Injection: si sfrutta il mancato controllo dei limit di un buffer dati per sconfinare in una zona di memoria in cui sostituire le istruzioni del processo in esecuzione. In pratica si sostituisce parte del codice del Safari in esecuzione (la copia su disco non viene toccata) con del codice diverso che provvede a scaricare e installare quanto serve per aprire le porte ai programmi aggiuntivi.
Lo stesso baco è stato sfruttare per aprire la PlayStation 3 e la PlayStation Portable all'utilizzo di dischi di backup dei giochi. Questo tipo di attacco è molto comune e viene spesso utilizzato per accedere illegalmente a reti e computer. Ovviamente noi non siamo qui per questo.

iPod Touch Screenshot AppSnapp Installer JailbreakNel mio caso l'installazione è stata estremamente semplice: infatti il mio iPod Touch (un modello da 16 GB) è arrivato con il firmware 1.1.1. Il baco nelle librerie libtiff è stato infatti corretto, dopo un bel po' di tempo considerandone le conseguenze, con il firmware 1.1.2. Sembra che tutti conoscessero la presenza di tale falla tranne Apple che, vinta dalla pigrizia del successo, ha preferito aspettare che gli sviluppatori delle librerie ne rilasciassero un aggiornamento invece di mettere due programmatori suoi a risolvere il problema. Tanto meglio.
Nel mio caso, quindi, mi è bastato collegare il Safari dell'iPod Touch all'indirizzo jailbreakme.com e procedere all'installazione: la procedura consiste di un paio di click che portano il browser fino al file TIFF incriminato. Tutto avviene automaticamente: il download e l'installazione durano circa un minuto. Alla fine si viene rimandati alla schermata iniziale e una volta sbloccato lo schermo ci si ritrova con un'icona in più: l'AppSnapp Installer.

Nel caso sull'iPod sia caricato il firmware 1.1.2 occorre retrocederlo alla versione 1.1.1 e solo allora procedere con JailBreak. La procedura completa è spiegata su questo sito (in inglese).

Nel caso abbiate un firmware 1.1.3, quello presentato al MacWorld 2008, allora vi tocca aspettare: la strada per l'evasione è stata già trovata. Restiamo in attesa di ulteriori dettagli: gli hacker hanno annunciato che renderanno disponibile la guida solo quando Apple presenterà lo SDK (il Software Development Kit) per iPod Touch e iPhone. La speranza è che non si debba ricorrere a trucchetti per usare software di terze parti. Staremo a vedere.
L'installazione dell'AppSnapp Installer comporta il blocco dello schermo (come quando non lo si usa per qualche minuto). Questo è dovuto al riavvio dello Spring Board, l'interfaccia che gestisce le icone, in seguito all'aggiunta di un'icona nella home. Succederà ogni volta che un'icona verrà aggiunta o rimossa dall'interfaccia: dopo le prime due o tre volte ci si fà l'abitudine.
Detto questo potete cominciare ad installare quello che volete. Ma questo lo vediamo un'altra volta.

venerdì 18 gennaio 2008

Kindle sorpresa

Kidle Closeup - foto di John PastorSteve Jobs, ormai quasi come una rockstar, ha rilasciato un'intervista al New York Times, in cui, tra le altre cose, ha affermato che il lettore ebook di Amazon, il famoso Kindle, non avrà mai un grande successo perché molti americani non leggono più di un libro all'anno.
A parte lo squallido bearsi della pigrizia culturale americana (tutta da verificare), Jobs non sembra parlare con cognizione di causa. Infatti, per quanto sia esteticamente orrendo, il Kindle è vendutissimo, tanto che Amazon non riesce a star dietro alle richieste. È talmente ricercato che su Ebay la gente si permette di rivenderlo a prezzo maggiorato (si superano facilmente i 700$, mentre di listino ne costa 399$) e questo nonostante non sia un prodotto di consumo facile come un telefono o un lettore mp3.
Inoltre, a mio parere, il buon Steve agisce anche per uno spirito di timorosa difesa. Amazon ha lanciato l'unico store di musica online che potrebbe infastidire iTunes: ormai Amazon MP3 ha un catalogo paragonabile a quello della Apple, e mentre solo una parte dell'offerta di iTunes è priva di lucchetti digitali, tutto il materiale venduto da Amazon è DRM free, anche per quelle etichette che sullo store di iTunes sono disponibili solo in formato protetto. Inoltre considerando che parte dei brani sono venduti a 89 centesimi, Amazon MP3 è leggermente più conveniente (anche se mi sarei aspettatto qualche sforzo in più).
Personalmente preferisco ancora il libro di carta a quello elettronico. E giusto per la cronaca, di libri (non tecnici) è bene leggerne almeno 12 all'anno. Un libro al mese non è poi così tanto!

via Gustomela

giovedì 17 gennaio 2008

iPod Numb

ipodnumb

mercoledì 16 gennaio 2008

L'affronto con la 'i' davanti

Tra i miei amici ce n'e' uno particolarmente burlone che ha anche la fortuna di essere particolarmente benestante (merito suo non dei suoi parenti. Lui, che mi conosce molto bene e che legge anche questo blog, ha pensato bene che il modo migliore per dimostrarmi la sua amicizia fosse quello di regalarmi un iPod Touch.
E cosi' mi trovo a scrivere questo post utilizzando il nuovo iPod: dovrei forse diventare costruttivo? Certo che no.
Coglierò invece l'occasione per raccontare i passi per liberare questo piccolo gioiello dalla gabbia in cui sua madre lo ha rinchiuso.
Quindi a presto.

PS: la tastiera è decisamte scomoda... E perché diavolo poi una QZERTY?

martedì 15 gennaio 2008

Imbarazzante somiglianza

iBraun Già la calcolatrice era sputata uguale.
Se poi andiamo a vedere anche un po' di altre cose, il dubbio viene.

E in realtà sapete cosa vi dico? Vi dico che il dubbio non deve venire: che è normale prendere spunto qua e là da quanto di buono è stato già fatto. Basta che poi non lo si venda come avanguardia.

PS: per Natale mi hanno fatto un affronto. Restate sintonizzati: ne resterete sorpresi.

venerdì 21 dicembre 2007

Vladimir contro Steve

I xxx Putin - Foto di yourbartender Non so perché ma molti affezionati della Mela si aspettavano Steve Jobs come persona dell'anno: di tutti i comunicati (mia nonna li chiama così) radio e TV non mi è mai parso di sentirlo nominato nella lista dei papabili. Si parlava piuttosto di Al Gore, che pure è nel cda di Apple, e di sicuro l'ex vicepresidente degli Stati Uniti d'America lo avrebbe meritato.
E invece persona dell'anno (persona, non uomo: non facciamo i sessisti) è stato eletto Vladimir Putin, riconfermato poco tempo fa presidente della grande Russia. Perché è stato scelto Putin? Perché la copertina del Times non è dedicata all'uomo più buono del mondo, ma a quello che più ha influenzato il mondo. E con l'introduzione di brogli elettorali, il supporto al programma atomico dell'Iran e l'arresto dei suoi avversari politici, Putin è stato decisamente la scelta più azzeccata: rappresenta il modello per tanti leader sparsi in tutto il mondo, anche in quello occidentale.
Ecco cosa non avrà pensato Steve Jobs: «È stato scelto Putin? E cosa ha fatto di tanto speciale? Imbavagliato la stampa che non gli stava a genio? Posso farlo anch'io!».
E infatti ThinkSecret ha chiuso i battenti per aver svelato, qualche giorno della presentazione ufficiale, le caratteristiche del MacMini. Ed Apple lo ha minacciato legalmente per sapere le fonti, per conoscere chi ha spifferato un tale segreto. E Nick Ciarelli, il ragazzo a capo di Think Secret, ha preferito lasciar perdere, chiudere e buttare via la chiave, piuttosto che tradire le fonti.
Signore e signori, qui ci vuole un applauso. Scegliete voi se dedicarlo alla coerenza di ThinkSecret o alla prepotenza di Apple.

iTaleb

Foto di clara & james Che mi si dia del Talebano non lo accetto. Vada per lo switcher, anche perché non conosco ancora nessuno che si sia offeso a sentirsi in qualche modo coinvolto in una storia di interruttori. Inoltre non mi piace neanche l'idea che si possa elogiare Windows: la forza di Windows sono i programmi per Windows. Anche Apple li fa. Perché c'è mercato.
Detto questo, tornando agli interruttori, uno switcher è solitamente un utente che abbandona Windows per passare (switch) a Mac. Io non posso essere uno switcher perché il Mac già lo uso. E non solo. Il concetto di switcher è decisamente limitante: perché dovrei mai limitarmi ad una sola tecnologia? Il concetto stesso di computer personale, un posto dove tenere i propri dati è destinato a morire, lentamente ma inesorabilmente: certo, non potremo caricare tutti i nostri dati online, e li terremo in casa ancora per molto ma è decisamente sciocco pensare di accedervi con un solo strumento, modo unico e immutabile, soprattutto quando questo strumento limita volutamente la libertà che abbiamo di accedere ai nostri dati per favorire gli interessi di un'azienda: i dati sono miei e ci faccio quello che voglio. Ed è un caso che riguarda Apple e Microsoft e tanti altri, che molte volte guardano all'utente come un ladro prima ancora che come un cliente.
Questa volta sono stato buono. Non vi ci abituate.

lunedì 17 dicembre 2007

HTML 5 e la libertà multimediale

Erica Ogg A quanto pare il riferimento al formato Ogg (Vorbis per l'audio e Theora per il video) è scomparso dalle specifiche del prossimo venturo HTML 5. Ad aprire le danze era stata Nokia che in un suo documento aveva espresso ridicole perplessità riguardo il formato Theora ritenendolo a rischio brevetti. Per chi non lo sapesse la Xiph Foundation si occupa di produrre formati multimediali che siano totalmente esenti da brevetti e completamente redistribuibili: la scusa di Nokia non regge. Allora perché avversare il formato libero e aperto? Soldi, ovviamente. Infatti i formati Vorbis e Theora non prevedono i lucchetti digitali e ciò va contro gli interessi degli utenti delle major.
A questo punto i miei cari lettori si chiederanno: perché mai parlarne su questo blog? Perché oltre a Nokia, contro i formati aperti, si sono schierate anche Microsoft e la sua sorellina di sempre: la nostra amata Apple.
E ancora: esattamente, di cosa stiamo parlando? Mi spiego. Avete presente i video di Youtube o altri servizi di video sharing online? Li vedete in un riquadro all'interno di una pagina web dove vengono visualizzati grazie al Flash Player di Adobe (ex Macromedia, R.I.P.). In HTML 5 si vuole andare oltre e permettere l'inserimento degli elementi multimediali embedded che verrano riprodotti direttamente dal browser senza ricorso a plugin esterni (Flash, Quicktime, Windows Cesso Player, e così via). Avere dei codec di riferimento, uno standard aperto e utilizzabile da chiunque voglia realizzare un browser è di vitale importanza: ne va della libertà del web. Se non si sceglie un formato unico allora si rischia di non cambiare la situazione attuale (ogni sito avrà bisogno del suo programmino e l'utente dovrà installarsi tutti i player del mondo, un po' come succede adesso). L'utilizzo di un formato proprietario protetto dai brevetti, invece, porterebbe all'impossibilità di scrivere un browser realmente aperto. Apple stessa usa un motore opensource per il rendering HTML in cui non potrebbe certo essere inserito del codice brevettato, a meno che Apple non voglia cambiare la licenza di WebKit (e sappiate che non può farlo perché WebKit non è suo).
Mi viene in mente un esempio surreale: sarebbe come pagare un centesimo all'inventore della radice quadrata ogni volta che si usa un foglio A4. O come dover chiedere il permesso ad un'azienda quando insegnate a leggere ai vostri figli.
Per finire, un accenno sulla posizione di Mozilla a tal proposito. La casa del dinosauro rosso ha dichiarato che loro appoggeranno strenuamente i formati Ogg e derivati e che, comunque vadano le cose, lo supporteranno pienamente nel loro browser. E visto che Firefox non è proprio l'ultimo, chissà che questo non riesca a diffondere l'idea di apertura e libertà che sempre di più sembra mancare in questo mondo disgraziato.

Post Scriptum. La donna nella foto è Erica Ogg. È una giornalista, abbastanza attraente direi. Non c'entra niente con 'sto discorso, semplice assonanza, allitterazione o come diavolo si dica.

giovedì 13 dicembre 2007

Specchio specchio delle mie brame

I monitor della Apple hanno una certa età: sono spessi come un romanzo di Dostoevskij e hanno luminosità e contrasto che non competono con altri monitor sul mercato. Per non parlare del prezzo.
Presto, molto presto, dovrebbero essere rimpiazzati da un nuovo modello. Probabilmente saranno più sottili, più luminosi e brillanti. E saranno lucidi. Avete presente gli schermi a specchio, chiamati anche Glossy? Esatto! Proprio quelli introdotti qualche anno fa dalla Sony sui suoi portatili. Lasciatemelo dire: sono degli schermi che fanno schifo. A meno di un'illuminazione ottimale si vedono riflessi ovunque. C'è troppa luce? Sullo schermo c'è il riflesso della luce. C'è poca luce? Allora compare la faccia dell'utente illuminata dallo stesso schermo. È anche vero che l'occhio umano si adatta facilmente e, a meno di casi estremi, solitamente cancella i riflessi.
C'è una cosa che vorrei, per voi, non per me (come sono generoso!). Vorrei che i prossimi schermi della mela non fossero glossy. C'è gente che ci lavora e con quello che costano non mi sembra giusto lasciare al cervello dell'acquirente il compito di supplire ai difetti.
Se poi anche questi monitor venissero lucidati consiglio a tutti un monitor Eizo.

Post Scriptum. Voi lo sapevate che i monitor degli iMac hanno solo 18 bit di profondità di colore? Il mac non doveva essere il computer ideale per la grafica?

martedì 4 dicembre 2007

Pubblicità con Vista

Cosa fa la Apple per convincere i suoi utenti a usare il Mac? Racconta di come il Mac sia buono per far girare Vista. Sì, Windows Vista, uno dei sistemi più inutili della storia (dopo il Dos 4, a mio parere): bacato, con problemi di sicurezza, crash improvvisi di applicazioni e lentezze varie. Beh, c'è da dire che Apple ha fatto di più: ha fatto in modo di introdurre le stesse caratteristiche (crash, lentezza e bachi di varia natura) nel suo Leopard, così che i PC Guys che i Mac Guys siano equamente insoddisfatti. Solo che i PC Guys a queste cose ci sono abituati. Resta il fatto che ora Apple sembra credere in Windows Vista molto più di quanto ci credano gli utenti. Siamo messi male.
Godetevi la pubblicità. Non sapete l'inglese? Peggio per voi.



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