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mercoledì 9 luglio 2008

This machine kills freedom

Sull'onda di quella che sembra quasi una meme (Dio solo sa quanto odii questo termine).





Per la cronaca: il font utilizzato per rifare la scritta è il Liberation, giusto per stare in tema.
L'autore dell'immagine originale, ben più profonda di questa o di altre sue derive, derivate e derivazioni, è 9 0 0 0.

venerdì 21 dicembre 2007

iTaleb

Foto di clara & james Che mi si dia del Talebano non lo accetto. Vada per lo switcher, anche perché non conosco ancora nessuno che si sia offeso a sentirsi in qualche modo coinvolto in una storia di interruttori. Inoltre non mi piace neanche l'idea che si possa elogiare Windows: la forza di Windows sono i programmi per Windows. Anche Apple li fa. Perché c'è mercato.
Detto questo, tornando agli interruttori, uno switcher è solitamente un utente che abbandona Windows per passare (switch) a Mac. Io non posso essere uno switcher perché il Mac già lo uso. E non solo. Il concetto di switcher è decisamente limitante: perché dovrei mai limitarmi ad una sola tecnologia? Il concetto stesso di computer personale, un posto dove tenere i propri dati è destinato a morire, lentamente ma inesorabilmente: certo, non potremo caricare tutti i nostri dati online, e li terremo in casa ancora per molto ma è decisamente sciocco pensare di accedervi con un solo strumento, modo unico e immutabile, soprattutto quando questo strumento limita volutamente la libertà che abbiamo di accedere ai nostri dati per favorire gli interessi di un'azienda: i dati sono miei e ci faccio quello che voglio. Ed è un caso che riguarda Apple e Microsoft e tanti altri, che molte volte guardano all'utente come un ladro prima ancora che come un cliente.
Questa volta sono stato buono. Non vi ci abituate.

lunedì 17 dicembre 2007

HTML 5 e la libertà multimediale

Erica Ogg A quanto pare il riferimento al formato Ogg (Vorbis per l'audio e Theora per il video) è scomparso dalle specifiche del prossimo venturo HTML 5. Ad aprire le danze era stata Nokia che in un suo documento aveva espresso ridicole perplessità riguardo il formato Theora ritenendolo a rischio brevetti. Per chi non lo sapesse la Xiph Foundation si occupa di produrre formati multimediali che siano totalmente esenti da brevetti e completamente redistribuibili: la scusa di Nokia non regge. Allora perché avversare il formato libero e aperto? Soldi, ovviamente. Infatti i formati Vorbis e Theora non prevedono i lucchetti digitali e ciò va contro gli interessi degli utenti delle major.
A questo punto i miei cari lettori si chiederanno: perché mai parlarne su questo blog? Perché oltre a Nokia, contro i formati aperti, si sono schierate anche Microsoft e la sua sorellina di sempre: la nostra amata Apple.
E ancora: esattamente, di cosa stiamo parlando? Mi spiego. Avete presente i video di Youtube o altri servizi di video sharing online? Li vedete in un riquadro all'interno di una pagina web dove vengono visualizzati grazie al Flash Player di Adobe (ex Macromedia, R.I.P.). In HTML 5 si vuole andare oltre e permettere l'inserimento degli elementi multimediali embedded che verrano riprodotti direttamente dal browser senza ricorso a plugin esterni (Flash, Quicktime, Windows Cesso Player, e così via). Avere dei codec di riferimento, uno standard aperto e utilizzabile da chiunque voglia realizzare un browser è di vitale importanza: ne va della libertà del web. Se non si sceglie un formato unico allora si rischia di non cambiare la situazione attuale (ogni sito avrà bisogno del suo programmino e l'utente dovrà installarsi tutti i player del mondo, un po' come succede adesso). L'utilizzo di un formato proprietario protetto dai brevetti, invece, porterebbe all'impossibilità di scrivere un browser realmente aperto. Apple stessa usa un motore opensource per il rendering HTML in cui non potrebbe certo essere inserito del codice brevettato, a meno che Apple non voglia cambiare la licenza di WebKit (e sappiate che non può farlo perché WebKit non è suo).
Mi viene in mente un esempio surreale: sarebbe come pagare un centesimo all'inventore della radice quadrata ogni volta che si usa un foglio A4. O come dover chiedere il permesso ad un'azienda quando insegnate a leggere ai vostri figli.
Per finire, un accenno sulla posizione di Mozilla a tal proposito. La casa del dinosauro rosso ha dichiarato che loro appoggeranno strenuamente i formati Ogg e derivati e che, comunque vadano le cose, lo supporteranno pienamente nel loro browser. E visto che Firefox non è proprio l'ultimo, chissà che questo non riesca a diffondere l'idea di apertura e libertà che sempre di più sembra mancare in questo mondo disgraziato.

Post Scriptum. La donna nella foto è Erica Ogg. È una giornalista, abbastanza attraente direi. Non c'entra niente con 'sto discorso, semplice assonanza, allitterazione o come diavolo si dica.

giovedì 13 settembre 2007

Liberate il vostre iPhone!

Alla fine l'iPhone è stato liberato. Ora è possibile utilizzarlo con qualsiasi operatore GSM (niente UMTS, l'iPhone è ancora indietro) scaricando un programmino open source (liberami che ti libero). Ora, finalmente, l'iPhone comincia ad essere un acquisto accettabile: probabilmente Apple correrà ai ripari e cercherà di ammanettare nuovamente gli utenti scappati dal suo ameno carcere ma ormai la strada è tracciata e anche quando un aggiornamento porrà fine all'agognata liberazione (aggiornamento che potete scommettere ci sarà) ci sarà un contro aggiornamento, chiamatelo pure Hack nel senso più corretto del termine, a stretto giro di download. E la folla è in delirio.
Com'è che dicono in Francia? Liberté, Égalité, Fraternité!